Lettera aperta
Ai giovani di Sant’Agata di Puglia
Ed è la seconda, dopo la prima inviata nell’agosto scorso.
Allora era estate e vi vedevo popolare festosi, fino a notte inoltrata, Piazzale San Rocco. Ero contento di sapervi fedeli a quell’appuntamento tacito e operoso, che tesseva incroci sempre nuovi di voci e di passi, liete trame di sguardi e sorrisi in un dialogo di amicizia che, quando è vera, è sempre aperta e costruttiva. Allora, in risposta alle mie parole, un gruppetto tra voi accolse l’invito a provare ad animare con musica e canti i nostri incontri liturgici nella chiesa Madre di San Nicola. Nucleo troppo modesto però, ancora allo stato iniziale, che attendeva di essere rinfoltito per crescere come richiamo di aggregazione nel cammino di maturazione della vostra identità giovanile, capace di evidenziare - in prospettiva cristiana - il volto giovane e pur responsabile dell’intera comunità cittadina.
Ora siamo nella stagione invernale e non vedo più giovani all’orizzonte. Me ne duole! Dove siete? Vi dirada forse l’inverno? Vi immobilizza il freddo? Dove vi rintanate? Siete forse giovani di una sola stagione? Non credo che il rigore del clima valga a spegnere il vostro entusiasmo, a ridurre i vostri sogni, a mettere in sordina la voce giubilante delle vostre amicizie! Su, venite allo scoperto. So che la scuola vi assorbe nella regolarità della frequenza quotidiana e nella esigenza dello studio assiduo e metodico. Bene. Ma ci sono pure i larghi ritagli del fine settimana con il richiamo speciale della Domenica, che reclama sempre di essere vissuta nella sua dimensione verticale come giorno di festa, il Giorno dei giorni, perché “Giorno del Signore”.
Posso farvi una proposta? Diamoci appuntamento. Vi attendo venerdì prossimo, 23 dicembre, alle ore 18,30 presso la saletta “Oratorio San Nicola”. Non sono il tipo che offra ricette preconfezionate. So che c’è tanta fantasia in ciascuno di voi. So anzi che io per primo posso apprendere molto dalla vostra freschezza di idee e dalla vostra carica di intuizione. Quando si è insieme, bene amalgamati in un gruppo che respira all’unisono, i giovani sono portatori di fuoco. Vi aspetto dunque. In uno scambio di opinioni concorderemo insieme qualche iniziativa tutta per voi. Non una iniziativa sporadica e transitoria, dall’impronta soltanto natalizia, ma qualcosa di stabile, anche come momento di svago collettivo dopo la fatica dello studio quotidiano.
A presto pertanto. Non lasciatemi solo.
Sant’Agata di Puglia, 18 dicembre 2011.
P. Eugenio