Artemisium News
13/11/2011
FOGGIA ANCORA KO
Terza caduta allo Zaccheria e il derby va al Taranto decide Sciaudone. Espulso Venitucci
di Lino Mongiello

Foggia, 13 novembre 2011.

Il Taranto dopo ventisei anni espugna lo Zaccheria e si conferma al secondo posto in classifica. Il Foggia, invece, al terzo ko interno, vede sempre più il baratro. La situazione in casa rossonera si complica anche perché la squadra di Stringara è in fase involutiva e non ha dato continuità alle buone prestazioni iniziali del dopo-Bonacina. E anzi la gestione Stringara è in deficit rispetto alla media punti di quella con Bonacina. Ma la cosa più preoccupante è l’incapacità di effettuare due-tre passaggi di fila. La manovra è lenta, impacciata. Quasi mai si riesce a creare la superiorità numerica e le poche volte in cui capita si sbaglia l’ultimo passaggio. Neanche la difesa, inizialmente impenetrabile, dà più affidamento. Troppi gli errori “fatali”. Gli avversari al primo sbaglio ne approfittano, il Foggia no. Anche perché le altre hanno in avanti signori attaccanti. Il Foggia purtroppo non ha uomini in grado di sfruttare la minima possibilità per far male ai rivali di turno. Se ci mettiamo anche la “confusione” tattica di Stringara, anche lui capace di rivoluzionare ogni settimana schemi e formazione, si possono facilmente comprendere le difficoltà della squadra. Anche contro il Taranto c’è nell’undici iniziale la consueta rivoluzione. Nella difesa a “tre” ci sono Lanzoni, Gigliotti e Traorè. A centrocampo agiscono Frigerio, Bianchi, Meduri e Molina. Qualche metro più avanti c’è Venitucci a supportare le due punte Tiboni e Defrel. Eppure il Foggia parte bene. Molina sulla destra è intraprendente e se al 5’ non eccedesse in qualche dribbling di troppo potrebbe siglare il gol del vantaggio. Tre minuti più tardi un suo cross per Tiboni non è sfruttato dal centravanti rossonero. Il Taranto, comunque, non è a caso secondo in classifica. Gli ionici sono ben organizzati e quando sono in possesso palla creano apprensione. Poi in attacco Guazzo e Rantier sono di categoria superiore e Chiaretti alle loro spalle ispira e crea in ogni azione la superiorità numerica. La linearità della manovra ionica è esemplare. Al contrario,  quella rossonera è confusionaria. Difficile veder a buon fine più di due passaggi consecutivi. Il Taranto è certamente una spanna più su dei rossoneri e alla prima occasione non si fa pregare per portarsi in vantaggio. E’ il minuto 13’. Dalla sinistra Rantier mette al centro la sfera che, sfiorata da Lanzoni, giunge sui piedi di Sciaudone lasciato al centro dell’area colpevolmente indisturbato. L’occasione è troppo ghiotta per poterla sciupare. E’ lo 0-1 per gli ospiti. Il Foggia accusa il colpo e va ancor più in confusione. La manovra è sempre lenta ed impacciata. I movimenti senza palla sono quasi assenti. La “sonnolenza” di Tiboni in avanti è irritante e anche i suoi compagni si adeguano giungendo sempre secondi su ogni pallone. Questo atteggiamento li costringe sistematicamente a commettere fallo e il rischio di finire nel “mirino” del Sig. Abbattista è alto. La prima frazione termina tra qualche timido fischio dei tifosi rossoneri e con ben quattro “gialli” mostrati ai satanelli. Nella ripresa Stringara inserisce subito Wagner e Giovio al posto di Bianchi e Tiboni. Qualcosa di diverso si vede in casa Foggia. Wagner (2’) potrebbe pareggiare i conti ma da buona posizione calcia debolmente verso Bremec. Poi  l’ex portiere rossonero si esalta sulla conclusione a “girare” di Defrel (9’) rifugiandosi in angolo. Il forcing del Foggia dura poco perché un minuto più tardi il Sig. Abbattista espelle Venitucci per una seconda ammonizione molto severa e discutibile. I rossoneri, pur in inferiorità numerica, lottano ma nulla possono contro un Taranto ormai rinunciatario, pago del vantaggio acquisito. La retroguardia ionica è ben schierata e non concede un centimetro. Stringara inserisce anche Cruz per Frigerio ma poco cambia. Il Taranto potrebbe chiudere definitivamente il match ancora con Sciaudone (33’), ma stavolta il suo tiro è preda di Ginestra. Nei minuti conclusivi i rossoneri tentano di agguantare in extremis il pari e tentano il tutto per tutto. Anche Ginestra si riversa nell’area ionica e sfiorano il pari con  Wagner (43’) e Giovio e Molina (45’). Reclamano, inutilmente, la concessione di un calcio di rigore per un evidente fallo di mano di Coly (44’) in area rossoblu. Il Sig. Abbattista, autore di una direzione di gara molto negativa, non se la sente di assegnare la massima punizione e concede solo quattro minuti di recupero. Pochi se si considerano l’effettuazione di tutte e sei le sostituzioni e delle notevoli perdite di tempo della formazione ionica. Sulla gara, già ampiamente compromessa, non è mancato lo “zampino” del fischietto di turno.

FOGGIA –  TARANTO  0 – 1

Marcatore: 13’ p.t. Sciaudone.

Foggia: Ginestra 6, Traorè 6, Frigerio 6 (28’ s.t. Cruz 5), Bianchi 5 (1’ s.t. Wagner 6),  Lanzoni 5, Gigliotti 5.5, Molina 6, Meduri 6, Tiboni 5 (1’ s.t. Giovio 5), Venitucci 5, Defrel 6. A disposizione: Botticella, Toppan, Cardin, Agodirin. All. Stringara 5.

Taranto: Bremec 6, Sosa 6, Colombini 6, Di Deo 6.5, Coly 6, Rizzi 6, Antonazzo 6.5, Sciaudone 7, Guazzo 6 (17’ s.t. Giorgino 5.5), Chiaretti 7 (35’ s.t. De Gasperi s.v.), Rantier 5.5 (22’ s.t. Girardi 5). A disposizione: Faraon, Cutrupi, Sabatino, Pensalfini. All. Dionigi 6.5.

Arbitro:  Eugenio Abbattista di Molfetta 5.
1°Ass.:  Alessandro Marinelli di Jesi 5.
2°Ass.:  Nicola Croce di Fermo 5.

Note: Giornata soleggiata. Terreno in buone condizioni. Giornata “rossonera”, spettatori paganti 2.730, tra i quali una cinquantina di tifosi ionici, per un incasso complessivo di €. 35.959,00. Ammoniti: Frigerio, Bianchi, Tiboni (F), Guazzo, Rantier, Rizzi (T). Allontanato al 37’ p.t. il dirigente del Foggia, Franco Altamura. Espulso al 10’ s.t. Venitucci per doppia ammonizione. Angoli: 9 - 6 per il Foggia. Recuperi: 1’ e 4’.

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