Tra polemiche e informazioni poco chiare 61 milioni di italiani chiamati a compilare il questionario
Sono diverse le polemiche in corso: la difficile comprensione di alcuni quesiti, la mancanza di temi importanti come la sanità, lo smaltimento dei rifiuti domestici, le badanti, le spese domiciliari e i mutui e soprattutto la scarsa informazione da parte dei Comuni, senza contare che il questionario appare un po' troppo rigido: non è previsto, per esempio, indicare due professioni diverse, in due luoghi differenti e via di questo passo.
Eppure da domenica 9 ottobre gli italiani sono invitati a compilare il questionario relativo al 15° censimento generale Istat. La rilevazione consentirà di raccogliere informazioni sulla popolazione residente e anche su coloro che sono presenti in maniera occasionale nel nostro Paese.
Il censimento della popolazione e delle abitazioni si effettua in Italia ogni 10 anni, dal 1861, nell'anno che termina con la cifra ʻ1ʼ, con l'eccezione degli anni 1891 (per difficoltà finanziarie) e 1941 (per motivi bellici), mentre ne fu aggiunto uno nel 1936.
A quasi tutti i cittadini il questionario è stato spedito via posta, ma si potrà compilare anche online sul sito http://censimentopopolazione.istat.it, utilizzando la password stampata sulla prima pagina del questionario, per snellire e velocizzare le procedure. “Un censimento 2.0”: come l'ha definito il presidente dell'Istituto Nazionale di Statistica Enrico Giovannini.
Ottantaquattro domande che vedono coinvolte oltre 25 milioni di famiglie, residenti in 8.092 Comuni italiani e serviranno a ʻcontareʼ la popolazione e a raccogliere informazioni.
Le versioni del questionario sono due: nei Comuni di minori dimensioni verrà distribuita la versione completa, composta da 84 quesiti; in tutti gli altri Comuni, solo ad un campione selezionato di famiglie verrà inviata la forma completa del questionario, mentre le altre riceveranno la forma ridotta con 35 quesiti.
Molte le novità, prima fra tutte la svolta telematica. Il plico inoltre non sarà più consegnato a casa ma inviato per posta. E soprattutto questa edizione permetterà di fotografare le convivenze tra persone dello stesso sesso. Non c'è una domanda precisa sulle convivenze omosessuali ma, per la prima volta, le famiglie composte da coppie di persone conviventi dello stesso sesso (insieme ai loro figli o a chiunque viva con loro) possono dichiararsi come tali. Altra novità è l'inserimento di alcune domande che riguardano l'ambiente (il tipo di combustibile o di energia usata per riscaldare l'abitazione o l'eventuale presenza di impianti a energia rinnovabile), la disponibilità di cellulari e connessione a Internet e le difficoltà incontrate, per problemi di salute, dai membri della famiglia nello svolgere le attività quotidiane.
Le informazioni saranno trattate in modo da proteggere la privacy, nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali (decreto legislativo n. 196/2003). Inoltre l'Istituto è tenuto a rispettare il segreto statistico e il segreto d'ufficio.
Il costo complessivo dell'operazione rimane elevato: si attesta infatti sui 590 milioni di euro. Il costo per ciascun abitante sarà di circa 10 euro, un livello più basso - avverte l'Istat - del costo pro capite del censimento Usa (34,4 euro) e lievemente più elevato di quello britannico (8,7 euro).
La consegna dei plichi (che contengono il questionario, la guida alla compilazione e una lettera di presentazione) prosegue fino a sabato 22 ottobre mentre il questionario si può compilare dal 9 ottobre al 20 novembre con penna a sfera blu o nera.
Ma come e quando riconsegnarlo?
Può essere restituito a mano, in busta chiusa, in tutti gli uffici postali italiani a partire dal 10 ottobre 2011, oppure in uno dei centri di raccolta del Comune di residenza, presso cui si potrà richiedere anche assistenza. In entrambi i casi ai cittadini viene rilasciata una ricevuta (da conservare). I questionari non vanno imbucati in alcun caso nelle cassette postali. Dal 9 ottobre, ma non prima, è possibile anche compilare e restituire i questionari via Internet.
Le famiglie che entro il 20 novembre non avranno riconsegnato il questionario compilato riceveranno a casa la visita di un rilevatore comunale, riconoscibile da un tesserino rilasciato dal Comune. L'operatore è incaricato di sollecitare la restituzione dei questionari compilati ed eventualmente fornire alle famiglie l'assistenza necessaria alla compilazione.
Per ulteriori informazioni è attivo un numero verde gratuito 800.069.701, dal 1 ottobre al 29 febbraio 2012, festivi inclusi oppure l'indirizzo di posta elettronica infocens2011@istat.it.
Il 31 marzo 2012 l'Istat diffonderà i primi risultati provvisori, mentre la popolazione legale sarà disponibile entro il 31 dicembre 2012.
Rispondere è fondamentale per mettere in luce le caratteristiche del nostro Paese ma compilare e restituire il questionario è anche un dovere (art. 7 Decreto legislativo 322/1989) tanto che per chi non restituirà il questionario completo sono previste sanzioni pecuniarie da un minimo di € 206 ad un massimo € 5.164.
Un unico dubbio: in un censimento che pone quesiti di tutti i generi ma si impone di restare anonimo come si potranno applicare che le sanzioni previste facendole passare dalle minacce alle vie di fatto?