La prima serata del Festival Blues di Accadia è iniziata leggermente in ritardo: alle ore 22,00 circa. Accompagnata da un vento freddo quasi fosse di fine stagione, tra le poche bancarelle allestite, un buon bicchier di vino, orecchiette e panino con porchetta. Alle ore 21,00 ancora poca gente per questo evento importante del Blues Internazionale, mentre la prima cantante ad esibirsi, Dana Fuchs non era ancora arrivata. Questo ha costretto l’organizzazione a invertire il copione: canta prima Charlie Musselwhite, una leggenda del blues. Charlie Musselwhite è un gran tipo. Coi suoi modi da vecchio gentiluomo del Sud, la valigetta piena di armoniche e i suoi blues tutti in testa, nella sua memoria.
Charlie Musselwhite nasce il 31 gennaio 1944 a Kosciusko, Mississipi, anche se cresce a Memphis.
Entusiasma il pubblico; le sonorità del suo blues fanno eco in quel Rione Fossi di Accadia e i suoi virtuosismi con l’armonica catturano tutti. Lo spazio si riempie di gente e molte facce nuove, straniere, in quell’atmosfera, non sembrava più di essere in un piccolo paese di provincia. Il giovane chitarrista conquista il pubblico scatenandosi in assoli di tutto rispetto.
Finisce il blues di Charlie alle 23,45 e, quando ormai non si sperava più, arriva lei, la scatenata e bella Dana Fuchs.
Riccioli lunghi e biondi, voce accattivante, si muove sul palco sinuosamente, s’inginocchia, esulta e siede sulle casse acustiche come fossero poltrone per l’occasione. Scatenata invita il pubblico a cantare Don't let me down, ed ora si’ che sembra di essere in un altro mondo, non ad Accadia.
Dana, la più giovane di sei figli, crebbe in una piccola città lontata dai grandi centri in Florida. Fin dalla giovane età era circondata dalla musica, seguendo le orme dei fratelli maggiori.
Da sola arrivò a New York all'eta di 19 anni, e presto si sentì spaesata. Dopo la forte scossa data dalla notizia del suicidio di una delle sorelle maggiori. Dana iniziò ad impegnarsi nella musica, iniziando a partecipare ad alcune sessioni di improvvisazione nei locali blues di Manhattan.
Cantante, compositrice e attrice, Dana Fuchs ha una presenza scenica dirompente e dominante, una voce possente, ma capace delle modulazioni più dolci con forti radici nel blues, nel gospel e nel rock: questo in poche parole il ritratto della straordinaria cantante newyorkese, che lascia il suo pubblico senza parole.
Tutto finisce alle 01,15. Bella musica e complimenti agli organizzatori per aver portato nella nostra terra le radici di un ’altra cultura e le note di un genere musicale che risale ai canti delle comunità di schiavi afroamericani nelle piantagioni degli Stati Uniti meridionale.
Gino Magnisio
20 luglio 2011