Artemisium News
12/05/2011
INNA DEREVIANKO ESPONE I PROBLEMI DEI MEDIATORI LINGUISTICI IN AMBITO SCOLASTICO
RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO
Sinceramente sono emozionata nello scriverVi, so che questa vicenda potrebbe avere molta risonanza anche fuori provincia, ed una inchiesta giornalistica andrebbe d'obbligo fatta, per saperne di più sul perchè non si è pensato e provveduto a costituire una graduatoria ufficiale in Provveditorato riferita ai Mediatori Linguistici Culturali e al loro utilizzo nell'ambito scolastico.
Premetto che, nel 2007, una ventina di Mediatori venivano formati (1000 ore in 2 anni) con un Bando pubblico di formazione mediante selezione, con fondi di Comunità Europea, Regione Puglia e Ministero. Il bando era riservato per lo più a stranieri residenti in Italia aventi delle specifiche caratteristiche, il fine era l'utilizzo dei detti Mediatori nei vari ambiti amministrativi di pubblica utilità, visto il crescente arrivo di immigrati in Italia, individuando aree a rischio di maggiore intensità e concentrazione, quali la nostra Regione, che per posizione geografica e risorse agricole dell'entroterra rientrava perfettamente nello scacchiere Nazionale.
Venne comunicata la lista e relative scelte di utilizzo dei Mediatori dopo gli stage formativi (400 ore), a tutti i livelli provinciali e anche all'ambito scolastico, rimasta però lì nel cassetto del Responsabile Intercultura, il quale, ogni anno scolastico, distribuisce fondi mediante richiesta dei Dirigenti scolastici di Istituti di ogni ordine e grado, che annoverano iscrizioni di alunni immigrati, "stranieri" per dicitura.
Il progetto generalmente è POF (per circa 700 euro lordi), chiunque partecipi al bando ha diritto ad una sola candidatura, ma se nessuno lo sapesse o lo sapesse soltanto chi viene informato, gli altri sarebbero fatti fuori? Forse.
Dopo un sollecito ufficiale, come Sportello immigrati del progetto di volontariato Globe-Trotter, nel quale opero da diversi anni, presso il Comune di Sant'Agata, a titolo gratuito, indirizzato al Direttore Generale del Provveditorato, si arrivava a far emettere una circolare informativa in cui si parlava di messe a disposizione nei vari Istituti riguardanti il reclutamento dei Mediatori Linguistici Culturali, utilizzando massima pubblicità attraverso la formulazione di bandi pubblici.
Ma anche in questo caso la situazione non sembra sia cambiata di molto. Nell'ambito dell'autonomia scolastica ogni singolo Dirigente Scolastico può decidere e nessuno assume iniziativa per bandi più o meno uniformi.
Un labirinto fermo per cui bisogna trovare una soluzione che vada principalmente nell'interesse degli alunni immigrati, che hanno un grande bisogno di aiuto nell'ambito scolastico, e lo dico per esperienza diretta. Basti pensare al non accoglimento dell'equipollenza del titolo di studio che ho regolarmente conseguito in Ucraina, tradotto e legalizzato come per legge, ma non accoglibile, come si è detto dalla commissione. Ho ricominciato dalla licenza media, mi sono diplomata all'Istituto professionale ed ora iscritta al corso di "Insegnamento dell'Italiano agli stranieri" della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, convinta che sia una grande opportunità per trovare lavoro, proprio in virtù del fatto che gli immigrati sono sempre più stabili nel nostro Paese, ed i figli di prima e di seconda generazione frequentano regolarmente scuole italiane, spesso contribuiscono e contribuiranno sempre più a non farle chiudere, così come i loro genitori, regolarmente iscritti all'INPS, contribuiscono al pagamente delle pensioni attraverso il versamento dei contributi.
Ora però, tornando all'ambito scolastico, ho notato che spesso i bandi sono costruiti probabilmente 'ad hoc'. Io non ci sto, ho iniziato a controllare i bandi, a parteciparvi per capirne qualcosa e il bandolo da sola non lo potrò mai trovare se non mi aiuterete voi. Ho del materiale da mostrare ed anche ricorsi fatti. Ho subito torti arrivati per iscritto anche al provveditore, che ci ha già convocato e ascoltato.
Un esempio su tutti. Una scuola di Cerignola, dove ho lavorato l'anno scorso, ha emesso bando pubblico con fondi CRIT. Insieme a me vi partecipano altre tre candidate, tutte di nascita ucraina, perchè il bando è rivolto ad alunni ucraini. Ottengo 11 punti a parità di una collega che ha frequentato con me lo stesso corso di Mediator nel 2007, ma la stessa mi scavalca per laurea dichiarata e valutata. A questo punto segnalo al Dirigente che forse il conseguimento della laurea non era definitivo, o forse non riconosciuto secondo la legge se non si eseguono iter ben precisi.
Acquisendo gli atti si scopre che effettivamente la laurea non è stata definitivamente conseguita e che non vi sono equipollenze per i titoli stranieri e anche che da parte di una partecipante manca anche il conseguimento del titolo principale di Mediatore.
Vengo invitata a fare ricorso al TAR, ma in assenza di testimoni noi potremmo persino essere querelati. In effetti, non avendomi valutato un titolo di diploma conseguito in italia ed una attestazione professionale, sempre conseguita in Italia, io sono fuori dal bando e devo fare ricorso al TAR. Assurdo ma vero. Mentre ad altre colleghe è stato valutato il diploma estero senza equipollenza. E pensate che in questo caso, a parità di punteggio, viene preferita la candidata più anziana, quando la norma nazionale ed europea dice di preferire la più giovane se il bando è rivolto all'esterno degli Istituti.
Avvisato di quanto è esposto è anche il Direttore generale del MIUR di Bari, Lucrezia Stellacci, che sta indagando.
Intanto i bandi continuano ad avere tante anomalie procedurali, difformi uno dall'altro, che io non da sola non riesco davvero più a starci dietro.
È assurdo che, nonostante due figli, io abbia dovuto iniziare tutto daccapo e che ad altri sia riconosciuto quello che, invece, a me è stato negato, per ottenere un diritto che magari mi spetta.
Fortunatamente almeno l'Amministrazione comunale del mio paese di residenza, Sant'Agata di Puglia, si è fatta carico del problema almeno per quanto riguarda gli studenti dell'istituto superiore, avendo molti immigrati residenti da diversi anni, stabilmente domiciliati e, con bando pubblico, ha fornito un supporto linguistico fruttuoso ai loro figli, da qualche anno a questa parte.
Grazie anticipatamente per l'attenzione,
Inna Derevianko in Rosata
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