Foggia, 17 aprile 2011.
Il Foggia torna sconfitto anche dalla trasferta di Terni e forse stavolta deve davvero dire addio al sogno playoff. Tre gravissime disattenzioni dei rossoneri vengono capitalizzate al massimo dalla “cattiva” Ternana che conquista tre punti insperati nella corsa salvezza. La differenza tra le due formazioni l’ha fatta proprio il diverso approccio alla gara. Cattiveria agonistica e motivazioni da parte dei padroni di casa ed eccessiva rilassatezza dei ragazzi di Zeman ai quali non può bastare l’alibi di alcune importanti assenze (Romagnoli e Burrai). Non è ammissibile disputare il match che può dare la svolta in positivo al campionato con un atteggiamento così imbarazzante. Non è stato il Foggia andato in scena a Terni quello ammirato in buona parte del campionato. La voglia di vincere, di lottare su ogni pallone non è stata presente in tutti gli uomini schierati. Troppa la sufficienza mostrata durante l’arco della gara. Ne ha approfittato la Ternana che mostrando gran carattere e a volte anche i muscoli, ha annichilito per lunghi tratti la più quotata avversaria. Stavolta la compagine di Zeman è mancata in quasi tutti i reparti. Poco efficace e distratta in difesa, inconsistente a centrocampo e persino scarsamente (udite-udite) proficua in attacco. La difesa è andata spesso in difficoltà quasi esclusivamente per i propri errori e non per la forza atletica e fisica di Tozzi Borsoi e compagni. La coppia Rigione-Torta non ha per nulla convinto così come il solito Ivanov. Ma a che scopo è stato tesserato Dazzi ? Il centrocampo ha subìto costantemente l’irruenza e il pressing rossoverde anche perché gli attaccanti (Farias su tutti) non hanno dato man forte nel rientrare nella zona mediana. Anche l’attacco ha deluso avendo sciupato almeno tre palle-gol che avrebbero perlomeno evitato la sconfitta. E allora, direte ? Il limite di questa compagine, probabilmente, sta tutta nella immaturità di ragazzi che purtroppo non riescono a combinare nulla di buono quando trovano sulla loro strada avversari più carichi di motivazioni. Neanche quando è al corrente che un’avversaria che li precede in classifica ha perso in casa il giorno prima. Cose dell’altro mondo ! Rispetto al turno precedente, al centro della difesa c’è la coppia Torta-Rigione. Mentre a centrocampo Agostinone fa posto a Agostinone e a completare il tridente offensivo con Sau e Insigne, Farias è preferito ad Agodirin. La sconfitta dell’Atletico Roma nell’anticipo col Gela potrebbe consentire ai rossoneri, in caso di vittoria a Terni, l’aggancio in classifica. I padroni di casa, invece, con l’acqua quasi alla gola, in piena zona playout, devono cercare di limitare i danni puntando ad un risultato positivo. Per questo, sin dai primi minuti, gli umbri si dispongono nella propria metà campo a difesa della porta di Visi, affidandosi ai lanci lunghi a scavalcare il centrocampo ospite. Il Foggia soffre tale atteggiamento e non riesce ad esprimere il solito gioco “lineare” fatto di fraseggi veloci, triangolazioni e verticalizzazioni. Forse, anche stavolta peccando di presunzione. Non è questo l’atteggiamento giusto da tenere quando si affrontano avversari vogliosi di risolvere i propri problemi. La prima occasione da gol è però dei rossoneri con Sau (12’) ma Visi è ben attento. La Ternana è guardinga e concede davvero poco. Anzi quando si porta in attacco si rende pericoloso. Così alla prima disattenzione dei rossoneri, li punisce. Sinigaglia s’invola sul filo del fuorigioco e vede e serve all’accorrente Nolè (20’) un pallone facile facile da depositare in rete. La Ternana sulle ali dell’entusiasmo spinge sull’acceleratore e nel giro di quattro minuti potrebbe chiudere i conti ma prima Tozzi Borsoi e Sinigaglia (23’) e poi Cejas (24’) sprecano. E il Foggia ? Dopo l’inopportuna sbandata comincia a salire di tono e a cercare con maggior convinzione la via della porta avversaria. Potrebbe subito riequilibrare le sorti della gara ma sia Salamon (25’), sia Farias (27’) non hanno nel colpo di testa il “colpo” migliore e così svaniscono le occasioni del possibile pareggio. Pareggio rinviato di soli pochi minuti. E’ il solito cecchino Sau (35’) a depositare alle spalle di Visi dopo la respinta sul tiro di Farias. I satanelli però non hanno il tempo di gioire perché l’ennesima dormita collettiva consente ai padroni di casa di riportarsi in vantaggio. Sul calcio di punizione dal limite dell’area, Piva “timbra” la traversa. Cejas (35’) batte sul tempo gli “imbambolati” rossoneri e deposita in rete, senza difficoltà. Il Foggia accusa il colpo e mostra molte crepe nel suo impianto difensivo. Il centrocampo soffre e deve ricorre spesso al fallo tattico. Nel finale Tozzi Borsoi (43’) può fare il “tris” ma il suo diagonale è impreciso. Nella ripresa si spera di assistere ad un’altra gara. Negli spogliatoi Zeman avrà avuto sicuramente parole di rimprovero per i suoi. Intanto manda subito in campo Agodirin al posto di Farias. Il Foggia è ora più determinato ed aggredisce i padroni di casa, costringendoli alla difesa ad oltranza. Le prove del pari le fa Rigione (2’) ma il suo colpo di testa sfiora il palo. Poi Agodirin (6’) si procura un calcio di rigore che Insigne (7’) trasforma con estrema freddezza. E’ il 2-2 ma la difesa rossonera (Ivanov compreso), non ancora contente, compie l’ennesima (la terza) “perla” e consente a Cejas (7’) di centrare la doppietta personale e di riportare avanti i suoi. Incredibile ma vero. La Ternana capitalizza al 100% tutti gli errori difensivi (clamorosi) del Foggia. I satanelli, al di là di tanta buona volontà, non riescono ad incidere più di tanto. I ritmi sono blandi e il terzo vantaggio rossoverde non è stato assorbito. Quando si cerca più la giocata individuale che quella collettiva, vuol dire che le idee sono annebbiate. E questo favorisce senz’altro la gara di attesa delle “fere”. Zeman gioca anche la carta Agostinone (Laribi non è proprio in giornata) ma le cose non cambiano. Man mano che scorrono i minuti le difficoltà in fase di impostazione sono sempre più evidenti e diventa difficile porre rimedio alla sconfitta. Gli umbri, con mestiere addormentano la gara. I rossoneri hanno pure ripetutamente la palla del 3-3 (svirgolata di Fanucci) ma Sau (30’) solo, davanti a Visi, si fa respingere il tiro e Konè (41’) non centra lo specchio della porta. Nel terzo dei quattro minuti di recupero, l’incredibile doppio errore di Sau davanti a Visi non consente di acciuffare, per il rotto della cuffia, il pari. Peccato, ma non sarebbe stato giusto. Da rilevare, a fine gara il solito rituale di proteste dei rossoneri, assolutamente ingiustificate, nei confronti del direttore di gara. Non è stato certo il Sig. Borriello a determinare la sconfitta. Bisogna avere il coraggio di ammettere le proprie colpe (tante) e non prendersela con i “fantasmi”. Cercare a tutti i costi alibi “inesistenti” non ci ha mai convinti. Oggi, come a Siracusa, ancor di più.
TERNANA - FOGGIA 3 – 2
Marcatori: 20’ p.t. Nolè, 33’ Sau, 35’ Cejas, 6’ s.t. Insigne (rig.), 7’ Nolè.
Ternana (4-3-3): Visi 6, Piva 6.5, Imburgia 6.5, Fanucci 6.5, D’Antoni 5.5 (15’ s.t. Quondamatteo 6), Giubilato s.v. (8’ p.t. Grieco 6), Arrigoni 6, Cejas 7, Tozzi Borsoi 5, Nolè 6.5 (33’ s.t. Camillini 6), Sinigaglia 6.5. A disposizione: Cunzi, Bizzari, Della Penna, Tavares. All. Giordano 6.5.
Foggia (4-3-3): Ivanov 4.5, Candrina 5, Regini 5.5, Salamon 6, Rigione 5, Torta 5, Farias Da Silva 5 (1’ s.t. Agodirin 6), Kone 5.5, Sau 6.5, Laribi 5 (21’ s.t. Agostinone 6), Insigne 5.5. A disp.: Dazzi, Tomi, Caccetta, Marinaro, Varga. All. Zeman 5.
Arbitro: Francesco Borriello di Mantova 6.
1°Ass.: Andrea Moretti di Savona 6.
2°Ass.: Stefano Alassio di Imperia 6.
Note: Giornata soleggiata. Terreno in buone condizioni. Spettatori 3.000 circa. Ammoniti: Fanucci, Visi, Imburgia, Quondamatteo (T), Rigione, Candrina, Kone, Agodirin (F). Espulso per proteste al 34’ s.t. il dirigente del Foggia, Franco Altamura. Angoli: 7 – 3 per il Foggia Ternana. Recuperi: 3’ e 4’.