Artemisium News
24/02/2011
BIOS ED ETHOS
di Rina Di Giorgio Cavaliere

L’idea che la madre biologica abbia per istinto una disposizione al sacrificio, alla cura, alla disponibilità nei confronti dei figli è messa in discussione dai fatti di cronaca, di cui giornalmente veniamo a conoscenza, poi approfonditi nelle varie tribune televisive dedicate alle tristissime vicende. La TV, ci dicevano, avrebbe fatto diventare il mondo un villaggio. Dai dibattiti condotti da esperti, apprendiamo che le cure della madre non sono per nulla una conseguenza necessaria della maternità biologica, ma dipendono dalle condizioni sociali, ambientali e dalle decisioni che le stesse madri assumono nei confronti della prole. Allo stesso modo sarebbe errata l’affermazione secondo la quale la cura della conservazione della specie, nella dimensione ambientale e sociale, sia del padre biologico. Oggi anche questa è delle madri, che adoperano a tal fine ogni mezzo loro disponibile.
       La maternità biologica, di conseguenza, sarebbe altra cosa rispetto a quello che ci hanno fatto credere da un paio di secoli, per ragioni che possiamo anche comprendere alla luce dell’ordinamento socio-culturale borghese che si è affermato al termine dell’Evo Moderno, con le rivoluzioni di fine settecento e soprattutto con la rivoluzione industriale. Ma è altra cosa, rispetto a quanto ci hanno fatto credere nella stessa realtà storica e culturale, anche la paternità biologica. Senza una rigorosa e corretta conoscenza del bios, quindi, si rischia di condurre in maniera errata qualsiasi discorso sulle dimensioni dell’ethos.
      Premessa di questa riflessione è la recente notizia apparsa in Internet che, anche negli Stati Uniti, una donna è diventata mamma e nonna a sessantuno anni. La studiosa Josephine Johnston ha definito l’evento: «un atto di amore e generosità all’interno di una famiglia unita». Forse dobbiamo riscoprire una nuova dimensione sociale e comunitaria della famiglia, superare forme di egoismo e pregiudizi, eliminando quei difetti che spesso sono presenti nell’ambito familiare. La famiglia ancora oggi, più che mai, rimane il luogo in cui l’essere umano continua a cercare la soddisfazione del suo “bisogno d’amore”. Vuole soddisfare il bisogno di trasmettere una parte di sé nel tempo attraverso i figli, cerca la possibilità di un rifugio, in un mondo che per molti è incerto e confuso, tentando di sfuggire alla solitudine e alla spersonalizzazione. La nostra generazione vive questo tempo e sarebbe illusorio pensare di isolarsene. Una famiglia chiusa alla fine sarà destinata a entrare in crisi o segregarsi in una vita piatta e incolore, che rappresenta una fuga dal mondo; una famiglia aperta saprà instaurare con la società un migliore rapporto, impostato criticamente, ma generoso e responsabile..
      Scopriamo così che troppe asserzioni, date per teorie biologiche, sono in realtà ideologie umane, oggetto di continua revisione; cosa che oggi avviene tramite strutture, che danno straordinarie possibilità di condivisione dei saperi attuali. Ricordiamo che all’origine dei media si trova la cosiddetta civiltà tecnologica, e che la cultura iconico-verbale è considerata con buoni argomenti come la vera cultura alternativa a quella tradizionale, perché non si esaurisce in un mutamento di contenuti o nell’uso di moderni mezzi per l’informazione, ma si fonda sopra un nuovo modo di pensare e di comunicare, e quindi sopra una nuova logica. Ad esempio uno spazio web comune può essere un vero e proprio cenacolo culturale in cui un’idea, un’esperienza, un punto di vista sono presentati, analizzati e discussi. La conoscenza esce dal manuale, le sue questioni trovano respiro e interesse, si entra nel vivo dell’apprendimento, creando la base della comune evoluzione culturale. “L’intelligenza non consiste nella conoscenza delle cose, ma nella capacità di creare nessi tra le cose” ha scritto Albert Einstein.

di Rina Di Giorgio Cavaliere

 

Facebook Twitter Google+
Autorizzazione del Tribunale di Foggia n.20 del 20 settembre 2006
Direttore Responsabile Samantha Berardino



Periodico di Video Informazione on-line. Direttore Responsabile: Samantha Berardino
Reg.Trib. di Foggia n.20 del 20 settembre 2006. Tutti i diritti sono riservati.
Direzione e Redazione: Via G.Garibaldi, 44 - 71028 Sant'Agata di Puglia (FG) Tel. +39 328 4595122 - +39 345 9555117
La collaborazione a qualsiasi titolo deve intendersi gratuita.
Segnalazioni: redazione@santagatesinelmondo.it

Tutto il materiale presente in questo sito è strettamente riservato - è vietato l'utilizzo dei contenuti del sito senza l'autorizzazione dei gestori. Privacy Policy | Cookie Policy