Foggia, 13 febbraio 2011. Il Foggia batte la Juve Stabia con un sonoro 4-1 e ritorna prepotentemente a ridosso della zona playoff. Per la temibile formazione campana (in serie utile da otto turni), allo Zaccheria non c’è stato scampo ed ha dovuto arrendersi di fronte alla dirompente prova dei ragazzi di Zeman che ora dovranno decidere cosa fare da “grandi”. Cioè se continuare a cullare il sogno “promozione” con prestazioni adeguate o a dover poi mordersi i gomiti per le diverse occasioni sciupate. A dire il vero però, per i rossoneri la gara s’è messa in discesa dopo l’espulsione (giusta) di Ciotola al 29’ ed il conseguente calcio di rigore che ha maledettamente complicato i piani di Braglia. E stavolta è toccato ai rossoneri poter beneficiare di un regalo avversario. I ragazzi di Zeman non si sono così lasciati sfuggire la favorevole occasione per mettere sotto una diretta concorrente nella corsa ai playoff e riappacificarsi con la tifoseria. Nel Foggia manca lo squalificato Kone mentre rientrano dopo il turno di stop Salamon, Laribi e Sau. Nel consueto 4-3-3, davanti a Santarelli ci sono Iozzia e Romagnoli. Sulle corsie esterne Candrina e Regini. Il ruolo di play a centrocampo è affidato a Salamon, mentre Burrai e Laribi agiscono al suo fianco. In avanti il trio d’attacco è composto da Sau, Farias e Insigne. In avvio la gara stenta a decollare. L’importanza della posta in palio e le polemiche della settimana hanno fatto salire notevolmente la tensione, avvertita dai ventidue in campo. Il Foggia non riesce ad esprimersi come vuole il suo tecnico. Mentre la Juve Stabia s’affida alle ripartenze innescate da Raimondi ed attende l’errore dell’avversario per piazzare la zampata vincente. La squadra di Zeman è “allungata” e le notevoli distanze tra i reparti consentono alle “vespe” di non soffrire molto. La prima vera palla gol dei rossoneri è clamorosamente sprecata da Sau (24’) che, innescato da Burrai, tenta la soluzione personale invece di servire Insigne tutto solo davanti alla porta ospite. La retroguardia campana comincia a scricchiolare e pochi minuti più tardi (29’) fa harakiri. Ciotola, nel tentativo di rinvio, svirgola la palla e, per tentare di rimediare all’errore, stende Regini lì pronto alla battuta a colpo sicuro. Per il Sig. Aureliano non ci sono dubbi: è calcio di rigore e cartellino rosso per il centrocampista stabiese. Dal dischetto è Insigne (30’) a sbloccare il risultato. In dieci uomini per la formazione di Braglia si fa dura. Non è facile resistere agli assalti degli indiavolati rossoneri. Infatti il Foggia comincia la sua azione tambureggiante che porterà i satanelli a ripetizione dalle parti della porta stabiese. Il raddoppio in chiusura di tempo è inevitabile e lo sigla Romagnoli, servito da Burrai, con un tiro a “giro” che non lascia scampo al giovane Colombi. Nella ripresa continua il monologo dei “zemaniani”, alla ricerca spasmodica del risultato più “rotondo” e per i campani sono 45’ da incubo. Se il solo Sau mettesse a segno le tante palle-gol non capitalizzate (2’, 4’, 22’, 29’) potrebbe salire in vetta alla classifica dei marcatori se. Il bomber foggiano però vuol mettere anche la sua “firma” sulla vittoria e sull’assist dell’irresistibile Regini, finalmente (11’) riesce nell’intento. Il quarto gol dei padroni di casa arriva puntuale e lo sigla ancora Insigne (33’) con un tiro calibrato che non lascia scampo al malcapitato portiere ospiti. Il Foggia non è ancora appagato e continua nell’operazione di martellamento sulle fasce. Colombi è strepitoso ed evita ai suoi una durissima lezione sventando con decisivi interventi su Insigne (36’), Varga (40’) e Salamon (41’). In una delle poche volte che le “vespe” si portano in attacco Mezavilla (34’) riesce a realizzare il gol della bandiera, di testa, con uno stacco perentorio che “brucia” sul tempo le statuine rossonere. La prodezza avversaria non cambia assolutamente nulla e al triplice fischio si può ricominciare a sognare. L’importante è che a Viareggio, tra sette giorni, il Foggia ci vada “sveglio”.
FOGGIA – JUVE STABIA 4 – 1
Marcatori: 30’ p.t. Insigne (rig.) 43’ Romagnoli, 11’ s.t. Sau, 33’ Insigne, 34’ Mezavilla.
Foggia (4-3-3): Santarelli 6, Candrina 6, Regini 7, Salamon 6.5, Iozzia 6 (13’ s.t. Rigione 6), Romagnoli 6.5, Farias Da Silva 6 (30’ s.t. Varga 6), Burrai 6.5, Sau 6.5 (38’ s.t. Agodirin s.v.), Laribi 6.5, Insigne 7. A disposizione: Ivanov, Caccetta, Agostinone, Palermo. All. Zeman 6.5.
Juve Stabia (4-.5, Pezzella 5, Cazzola 5.5, Mezavilla 6, Scognamiglio 5.5, Di Cuonzo 5, Ciotola 4.5, Corona 5 (13’ s.t. Maury 5), Raimondi 5.5, Valtulina 5 (16’ s.t. Tarantino 5). A disposizione: Vono, Dianda, Rizza, Danucci, Marano. All. Braglia 5.
Arbitro: Aureliano Gianluca di Bologna 6.5.
1°Ass.: Marchesi Emanuele di Lodi 6.5.
2°Ass.: Avellano Marco di Busto Arsizio 6.5.
Note: Terreno in buone condizioni. Spettatori paganti 4.923 per un incasso di €. 72.563,00. Ammoniti: Salamon, Laribi (F), Cazzola, Pezzella (JS). Espulso al 29’ p.t. Ciotola per fallo da ultimo uomo. Angoli: 5 – 3 per il Foggia. Recuperi: 1’ e 3’.
nella foto di Saverio Aprile l'episodio del calcio di rigore e il fallo di espulsione di Ciotola.
di Lino Mongiello