Artemisium News
08/02/2011
CHI SEMINA RACCOGLIE
di MaestroCastello
Un giorno ebbi l’idea di proporre un gioco ai miei studenti. Consegnai ad ognuno un foglio e chiesi loro di scrivere la lista degli altri compagni, lasciando uno spazio sotto ogni nome. Poi dissi di pensare la cosa più bella che potevano dire su ciascuno dei loro compagni e scriverla. Ci volle tempo per finire tutto il lavoro, ma alla fine tutti completarono e consegnarono il proprio foglio di complimenti. Quel fine settimana lo trascorsi a preparare tanti fogli per quanti alunni avevo e trascrissi per ciascuno tutto ciò che gli altri avevano detto di lui o di lei. Il lunedì successivo consegnai finalmente ad ogni studente la propria lista. Poco dopo, notai un’atmosfera di euforia nella classe e sentivo frasi come “Davvero? Non pensavo di contare così tanto!” oppure “ Non credevo di piacere agli altri” ed altri frasi del genere. Da allora nessuno parlò più di quei fogli, ma dall’atteggiamento di ciascuno mi accorsi che l’esperimento aveva raggiunto il suo scopo e la classe risultava più unita di prima. 
Erano passati molti anni ed un giorno che mi trovavo in metropolitana mi sento chiamare : “Signor maestro, si ricorda di me? Sono Alessandro Federici, quinta classe,scuola Salvo D’Acquisto.  I compagni mi chiamavano quattr’occhi, ricorda?  Ed io celando bene la mia incertezza gli feci: “certo che mi ricordo, ma ne è passato di tempo!”. “Lo sa, maestro, che l’ho ricordata spesso in questi anni, in famiglia e con qualche amico con cui sono rimasto in contatto. Mi piacevano quelle partite di calcio che ci facevi fare nel campetto delle suore e la cosa più bella è questa…” e mentre dice l’ultima frase, porta la mano ad una tasca  della giacca e ne estrae un portafoglio e inizia ad armeggiarvi all’interno, finchè non recupera due fogli di quaderno piegati con molta cura.  
Seppi ancora prima di guardarli che quei fogli erano quelli in cui, tanti anni prima, io avevo scritto tutti i complimenti che i compagni di classe di Alessandro avevano espresso su di lui. “Come può vedere, li conservo ancora come una reliquia e li porto sempre con me, perché mi danno coraggio per affrontare la vita, proprio come allora. La ringrazio sempre, maestro,  per averlo fatto.” Ebbi un tuffò al cuore per il bel riconoscimento e me ne sentii inorgoglito.” Si ricorda che ero timido e un tantino balbuziente? “ - continuò Alessandro - “Avevo timore perfino di giocare con gli altri e pensavo che non mi accettavano e che  potessero prendermi in giro, come facevano spesso. Ancora mi ricordo che mi chiamavano “saponetta”, “ ciccia bomba”o “quattrocchi” ; ma dopo quella volta è cambiato tutto, è stato bello e importante sapere che ai compagni facevo tenerezza e mi volevano nella squadra di calcio della classe. Grazie a lei, avevo finalmente capito che anche io valevo qualcosa ed ero importante per gli altri. E’ stata una bella iniezione di fiducia. Pensi che questi fogli,  l’ho fatti stampare addirittura nell’album di fotografie delle nozze. A proposito, ora sono sposato ed ho una bambina.  Sono sicuro che, come me, anche tanti altri l’abbiano conservata questa lista di complimenti e di alcuni ne ho la certezza!”.

Intanto mi erano venuti gli occhi lucidi e faticavo per non darlo a vedere pubblicamente.

Ripensando all’episodio, credo che il grande merito sia stato di spingere i ragazzi a comunicarsi l’amore che trattenevano dentro, solo che non se lo comunicavano. Dire, ogni tanto, alle persone che le amiamo e che sono importanti per noi, che sono speciali e che ci importa di loro è essenziale per vivere meglio. Diciamoglielo prima che sia troppo tardi. L’amore è la linfa della vita. Se lo hai ricevuto, è perché per qualcuno sei stato importante e c'è almeno una persona di cui ti importa.

Ricorda, 'chi semina raccoglie'. Quello che metti nella vita degli altri tornerà a riempire la tua...
Buona vita!

maestrocastello

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