Alla gentile commessa che ci chiederà “La vuole la busta?” potremo rispondere “Grazie, ho la mia”
Se avremo provveduto a prepararcela o ad acquistarla. Non tantissimi anni fa a Sant’Agata di Puglia, e non solo, era “di moda” realizzarsi la borsa per la spesa usando uncinetto e un filo di plastica. Le nostre mamme realizzavano delle borse per la spesa indistruttibili e anche belle e spiritose perché c’era la possibilità di usare “fili” di vari colori. Poi venne la plastica e le buste colorate e piene di pubblicità; quindi tuttora noi paghiamo la busta e facciamo la pubblicità gratuitamente a chi ce l’ha venduta. Che idea geniale! Rimedio? Prepararsele! Con un po’ di fantasia e usando delle foto del paesello si possono fare stampare delle stoffe plastificate adatte a realizzare delle capienti borse da spesa uguali, ma diverse rispetto a quelle che si vedono già in giro. Macchine per cucire ce ne sono in ogni dove e il gioco è fatto! Sembra uno scherzo o una favoletta, ma molti marchi e molte idee che sembravano stupide hanno creato lavoro e ricchezza. Pensate a tanti accessori o ad oggetti che usiamo quotidianamente come portamonete, cinture e altri oggettini, che potrebbero essere realizzati e venduti senza l’impiego di grandi capitali. Ma quanti e chi sarebbe disposto a lavorare investendo denaro e tempo per poi vendere? Il lavoro fisso e dipendente è quello più gettonato anche perché è meno impegnativo e pur essendo meno retribuito resta sempre in cima ai desideri di moltissimi giovani. Purtroppo la realtà e la crisi profonda che stiamo vivendo ci insegna che bisogna anche rischiare Qualcosa, bisogna mettersi in gioco, bisogna esercitare creatività e volontà per costruirsi un avvenire anche con le proprie mani. L’amministrazione comunale potrebbe incentivare la formazione di cooperative e potrebbe fornire gratuitamente o a canone ridottissimo dei locali adatti; il lavoro e le soddisfazioni anche economiche non mancherebbero. Girando per mercatini nel nostro meridione è possibile incontrare e conoscere tantissimi ambulanti che producono e vendono. Si tratta di un lavoro autonomo e di grandi soddisfazioni, ma richiede anche impegno, buona volontà e un pizzico di professionalità. Non è più tempo di vacche grasse e i capitali pubblici o mancano o prendono altre vie.Quindi non resta altro che rimboccarsi le maniche e darsi da fare. Un grosso “in bocca al lupo” ai giovani e…”demose da fà”, come disse Giovanni Paolo II ai parroci di Roma.
(5 gennaio 2011) Carmine Granato