Artemisium News
04/01/2011
IL FUTURO DEI GIOVANI SIA LA PRIORITA'. CHIACCHIERE ED ESEMPIO
di Carmine Granato

“Il futuro dei giovani sia la priorità” ci ha trovati tutti d’accordo intorno al Presidente della Repubblica,Giorgio Napolitano, che nel messaggio di fine anno agli italiani ha posto l’accento sulla necessità di aiutare i giovani a trovare la strada giusta per un loro futuro pieno di impegno, di studio, di lavoro, di serenità e di bellissime prospettive.L’accordo sulle parole del Presidente Napoletano non ha trovato confini: giornali, televisioni, opinionisti, politici di ogni partito e gente comune in coro abbiamo apprezzato gli auspici del nostro Capo dello Stato.Dopo qualche ora già sono cominciati i distinguo e la lista delle difficoltà che impediscono di dare una mano ai giovani affinché gli auspici di Napolitano diventino realtà.Naturalmente le difficoltà più  invocate sono “la mancanza di denaro” e “la crisi internazionale che inevitabilmente ha coinvolto anche l’Italia”. E chi può negare che  non ci sia denaro da scialacquare e che invece  stiamo vivendo una profonda crisi planetaria? Se prevalessero queste posizioni potremmo dire che  tra i giovani crescerà la sfiducia nella politica, verso lo Stato, verso la società e che essi continueranno a sentirsi inascoltati e che saranno costretti alla emigrazione verso paesi più accoglienti e lungimiranti. Ma davvero non ci sono soldi e la crisi economica è tanto paralizzante? Molto modestamente pensiamo che spesso e volentieri i soldi che noi  versiamo pagando le tasse o che entrano nelle casse degli enti locali per altre vie vengano impiegati per usi discutibili e che tornano a beneficio di pochi. Nei bilanci degli enti locali territoriali leggiamo di finanziamenti per le sagre più strane, da quella della patata dolce a quella dello gnocco, e ci chiediamo come mai invece le scuola siano fatiscenti e prive di palestre in quegli stessi territori. Veramente la politica e la pubblica amministrazione fanno tutto ciò che è possibile per favorire la crescita dei giovani anche in periodo di crisi? Se diamo uno sguardo all’estero vediamo che Francia e Germania nonostante la crisi investono in scuola, formazione, ricerca e innovazione. Anche Cina, India, Brasile non sono da meno perché credono che il futuro si prepara formando e istruendo i giovani. Forse in Italia manca un vera volontà politica idonea  a favorire i giovani. Ma i politici  che trascurano i giovani  - e non da ieri – li eleggiamo noi cittadini. Quindi dobbiamo sentirci responsabili tutti in prima persona e dobbiamo imparare a costringere i politici a occuparsi attivamente dei nostri figli e nipoti e non a chiacchiere sotto l’albero di Natale. Per iniziare basterebbe che ognuno faccia il proprio dovere insegnando ai giovani con l’esempio le regole della corretta civile convivenza che sarebbe già in grado di assicurare una società ordinata e desiderosa di crescere civilmente ed economicamente nella libertà e nella giustizia.

(4 gennaio 2011) Carmine Granato

 

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