Due occhi che si guardano e a tratti i loro contorni prendono forma, il respiro diventa colore, le gote esprimono l'incanto, le labbra si avvicinano... il cuore batte e la testa diventa congiunta all'altro. Niente è più tristezza, niente è più dolore niente è più paura, la naturalezza di esprimersi diventa follia e la realtà non esiste. L'amore che per definizione non ha nessuna definizione, ha solo sfumature che circondano due anime, un uomo e una donna che si cercano, che hanno bisogno del totale, due sagome giovani Romeo e Giulietta uniti da un destino audace e silenzioso, al quale non hanno chiesto di viversi ma si stanno assaporando contro la sorte, arrivando sino alla morte, un compimento audace ma unico nel suo significato perché solo nel letto dell'oblio potranno viversi, godersi e nutrirsi di libertà.Sognare un canto, definito cuore, poter appartenersi raggiungendo la felicità, fa eludere da ciò che la vita ti presenta, ma le oscillazioni del dolore di come tutto sparisce per la futilità dell'individuo ti conducono al tuo perché e allora solo la tragedia di due corpi che hanno recitato per la loro vita potrà far capire quanto è amaro il presente e quanto è dolore il proibizionismo dell'uomo, l'ingordigia e l'orgoglio della nostra società. Shakespeare non è un autore facile, non è un autore che vuole insegnare, ma porta lo spettatore a capire e a capirsi, è un autore sottile, elegante e soprattutto di forbito lessico, niente è lasciato al caso da Shakespeare, non spiega la malinconia ma la crea, non spiega l'amore ma lo crea, non spiega l'odio ma lo crea, è intuito, è un teatro per chi si cerca, è un teatro per chi ama il teatro.Partendo da ciò, è importante analizzare lo spettacolo che il gruppo 795, ardua l'impresa ma trionfale il risultato, ha voluto mettere in scena questo 28 dicembre nel teatro comunale di Sant'agata di Puglia "Romeo e Giulietta" di Shakespeare, che si replicherà il giorno 30 dicembre 2010 e 2 gennaio 2011. La bellezza sta proprio nel sottolineare questa passione, questa propensione per il particolare, questo estro sopraffino che magistralmente regna nel gruppo 795. Non è facile recitare, forse è facile teatralizzare, ma è diventare fusione con il personaggio quello è difficile e c'è da dire che ogni ragazzo che concerne all'opera riesce a dare il senso, il compiuto e soprattutto a renderlo vivo il personaggio.La tragedia shakesperiana è un inno all'amore, parla di due giovani Romeo e Giulietta che si incontrano, si amano, allontanando le inimicizie che esistono tra le loro due casate Montecchi e Capuleti, vivendo il loro amore pulito trafitto dalla lama sottile della morte. Questa in breve è la storia, ma andiamo ad analizzate l'opera teatrale che il gruppo 795 ha messo sulla scena. Prima però dobbiamo soffermarci sul fatto che questo gruppo ormai con esperienza quindicennale, fatto esclusivamente da ragazzi, ne stima ad ora 36, magistralmente indirizzati da un unico regista, Santina Pietrocola, ha alle spalle musical di grandi livelli come Grease, Sister Act, Moulen Rouge, Cenerentola, Foot Lose, ma quello che li rende unici è la non consapevolezza di avere un potenziale, cioè di far le cose senza primeggiare, avendo solo una grande curiosità per il teatro e soprattutto tenacia e passione, che poi è quello il segreto che rende le persone grandi "Il non prendersi sul serio"! La tragedia di Romeo e Giulietta messa in scena dal gruppo 795 ha una lettura moderna, è il perfetto incastro tra presente e passato, è una scomposizione idilliaca, è l'azione catartica del senso della vita. Quello che risalta agli occhi e l'attualizzazione di un contesto poetico e preciso così lontano che prende forma. L'ambientazione è il '500, vi è la classica casa dei Capuleti, il balcone tanto decantato di Giulietta, i costumi medievali, ma quello che risalta agli occhi è come un'opera cosi perfetta, così intoccabile, tra le mani di questo gruppo sia diventata un connubio paradisiaco, ancestrale tra ciò che è accaduto e ciò che accadrà. Dov'è la novità? La novità sta in tre fattori e cioè primo quello musicale. L'insegnante Santina Pietrocola ha utilizzato per quanto riguarda le musiche delle melodie molto forti, delle melodie rock, cercando la perfetta fusione tra suono decisamente moderno e parole quasi arcaiche, questo è riuscito perché sappiamo che i contrasti messi insieme diventano un corpo solo e poi anche perché il suono duro del rock si sposa con il dramma, con la sofferenza, dà l'impronta del reale. Il secondo elemento sono i balli concordi in ogni scena, con la cura nei particolari, nelle movenze, insomma in una sola parola totale perfezione, Terzo elemento, la recitazione scomposta e curata nei dettagli. Ogni attore attua dei significati ben precisi e comunica il momento vissuto, si passa dall'ilarità alla perdità di sé con una disinvoltura tale quasi da far sobbalzare dalla sedia, per quanto si vanifichi la propria privazione. Le lacrime hanno bagnato il viso di ogni spettatore e l'assorbimento con la scena è stata totale quasi da far sparire quella quarta parete, quella parete che divide la platea dal palco, e tutto questo può solo significare una cosa: che il lavoro del gruppo 795 è stato affrontato con maestria e con consapevolezza. Volano le parole, la musica diventa lontana, l'assimilazione è avvenuta, l'opera teatrale di Shakespeare ha assunto colore, tutto è stato compiuto, finalmente le anime di Romeo e Giulietta sono divenute farfalle.
Saveriana Fredella
Articolo tratto da www.foggiapress.it