27/11/2010
UOMINI E PIETRE: FRANCESCO SOLDO NARRA POETICAMENTE S.AGATA
di Carmine Granato

Si avvicina Natale. Per molti scocca l’ora della nostalgia del paese, dei suoi luoghi e degli affetti che vivono ancora A Sant’Agata. Il Natale è la festa della famiglia.In questi giorni si comincia a pensare ai regali da offrire ai parenti, agli amici, ai congiunti e la scelta non è assolutamente facile. Ormai tutti abbiamo tutto e a volte non ci prendiamo neanche la briga di aprire tutti gli involucri che troviamo sotto l’albero oppure, una volta aperti i pacchetti, li conserviamo in attesa di riciclarne il contenuto. E qualche volta ci capita di ricevere gli stessi oggetti che avevamo regalato a qualcuno in passato. Per andare sul sicuro è meglio pensare ad un libro, ma anche in questi caso la scelta non è sempre facile.Per un santagatese invece la scelta è molto facile perché Sant’Agata di Puglia ha dato i natali a uno dei cantori più profondi e appassionati della sua cultura che ormai si trova quasi esclusivamente nei cassetti della memoria di chi ha superato gli anta. Il suo nome è Francesco Soldo, già maestro elementare amato e stimato dai suoi innumerevoli alunni. Scrittore fecondo, ci ha regalato quel bellissimo libro di poesie da tenere sempre sul comodino e che significativamente è intitolato “Uomini e Pietre”, l’ultimo di una serie di lavori poetici e teatrali. Uomini e Pietre di Sant’Agata, naturalmente e che è scritto nel nostro dialetto, patrimonio da conservare gelosamente. Non è vero che parlano solamente gli uomini. Anzi. Le parole degli uomini invecchiano e passano,sono superate dagli eventi, spesso si rivelano essere delle autentiche bugie. Le pietre invece non sanno mentire e non muoiono mai e testardamente ci ricordano il nostro passato, ma esse non hanno la lingua e quindi hanno bisogno di un poeta che dia loro la parola. Le pietre di solito le fanno parlare gli archeologi, ma essi ne narrano scientificamente storia e vicende. I poeti invece attraverso la parola che danno alle pietre parlano direttamente al nostro cuore, alla memoria, ai nostri reconditi sentimenti che a volte per pudore non confessiamo neanche a noi stessi.Ed è questa l’operazione poetica del mio amico Francesco. Tra i santagatesi nessuno come lui sa fare parlare il passato attraverso le pietre e con il ricordo non solo di personaggi memorabili che hanno tessuto la lieve e preziosa stoffa della storia del nostro amato paese, ma anche di piccole cose della quotidianità, come i giochi. I contenuti? Se ne parlo nessuno legge il libro. Posso solamente dire con assoluta certezza che ognuno che lo leggerà troverà “pane per i suoi denti”: poesie, memorie, sentimenti che colpiscono direttamente al cuore. Buona lettura a tutti.
Carmine Granato