Artemisium News
21/11/2010
LETTERA APERTA AD ANTONELLA DA ROMA
di Carmine Granato

. 6387 del 21/11/2010 17.47.23 - Antonella da Roma ha scritto:

E' bello il pezzo del maestro Castello. Per noi che siamo cresciuti a pane e pubblicità, sembra quasi un sapore antico. Dobbiamo sapere quali sono le nostre origini,fatte di contadini e di emigrazione.C'era la sempilicità di un tempo, oggi quel modo di essere non esiste più a S.Agata come nel resto del paese. Guardinghi e invidiosi siamo diventati, allora ben venga una sana nostalgia, ma indietro non si può tornare.

Lettera aperta ad Antonella da Roma

Sono d’accordo con lei: indietro non si torna. E aggiungo che indietro non si deve tornare. Anche perché la visione che abbiamo oggi della vita di una volta è molto parziale. Accanto agli aspetti positivi del vivere di un tempo come la solidarietà, più necessità che virtù a volte, erano numerosi quelli negativi: mortalità infantile in alta percentuale, miseria, condizioni igienicosanitarie precarie,alimentazione scarsa, assistenza sanitaria precaria, analfabetismo, disoccupazione. Ho avuto compagni che venivano a scuola senza scarpe pur essendo nato dopo la seconda guerra mondiale.Sant’Agata era piena di braccianti agricoli che prima di iniziare la loro giornata lavorativa a zappare la terra avevano nelle gambe due ore di strada fatta a piedi. Chi possedeva un asino si riteneva “motorizzato”. Le strade erano affollate di bambini vestiti alla meno peggio. L’acqua si andava a prendere ai “fontanini” e la lavatrice era…la fontanavecchia.Le abitudini, i lavori, il cibo, di ieri ci sembrano gli ingredienti di un mondo felice al quale tutti torneremmo volentieri a parole. Invece ci appaiono belli perché li vediamo in fotografia, ne sentiamo raccontare, come ha fatto il maestro Castelli o Mario De Capraris, mentre passiamo il nostro tempo davanti al computer aspettando di essere chiamati a cena nelle nostre case riscaldate e fornite di frigoriferi sempre pieni.Delle proprie origini bisogna parlare ai figli e soprattutto ai nipoti. Il passato e le radici non solo non si devono dimenticare, ma si devono custodire gelosamente. Nardino Capano lo sta già facendo con questo sito, che sta diventando un importantissimo scrigno della memoria di Sant’Agata. E approfitto dell’occasione per dire a lei e a quanti ci leggono di passare parola per inviare a Nardino vecchie fotografie, testimonianze, ricordi, che tessera dopo tessera costituiranno il grande mosaico della storia del nostro paesello.Sant’Agata in passato ha avuto un ruolo importante nei confronti dei paesi limitrofi e la sua storia deve essere tramandata alle nuove generazioni insieme con tutte le tradizioni, usi, costumi e dialetto. Spero che la sezione della Biblioteca Civica de nostro paese “Storia di Sant’Agata” sia frequentata e studiata anche dalle nuove generazioni e che il teatro vernacolare veda come protagonisti i ragazzi. Antonella, ci scriva ancora e ci racconti anche lei qualche ricordo del passato o qualche impressione della Sant’Agata di oggi. Grazie per averci scritto e auguri per la vita. (21/11/2010)

Carmine Granato

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