Artemisium News
07/11/2010
ACCORDO GOOGLE VERIZON
Torna alla ribalta la discussione sulla neutralità della Rete con il recente accordo fra Google e Verizon.
di Gerardo Antonio Cavaliere

Google e Verizon hanno raggiunto un accordo sulla controversa questione della net neutrality, ovvero neutralità della Rete. I due operatori si sono accordati, infatti, per avere una posizione univoca nella intricata vicenda se chi usa maggiormente la Rete debba necessariamente pagare qualcosa in più oppure debba prevalere il concetto di neutralità della Rete.Gli amministratori delegati di Google, Eric Schmidt, e Verizon, Ivan Seidenberg, hanno ufficializzato il manifesto (intitolato “Una proposta comune di policy per una rete aperta”) nel corso di una conference call congiunta. I due Ceo escludono, comunque, che i sette punti della proposta portino a una prioritarizzazione del traffico dietro pagamento. Insomma, si tratta (a quanto pare) di un vero e proprio manifesto per collocare i due big del settore Ict nel “partito” della neutralità. Viene chiaramente indicata, infatti, la propensione di entrambe le società a seguire i principi di indiscriminato accesso alla Rete da parte di qualunque utente (il caso Comcast docet). Di conseguenza, bisogna garantire una tutela contro pratiche discriminatorie del traffico. E’ importante, riferiscono, che i consumatori della Rete siano pienamente informati sulla possibilità di utilizzare appieno Internet, magari prevedendo regole di trasparenza per i servizi su cavo e wireless. I fornitori di accesso a Internet dovrebbero garantire la chiarezza delle proprie offerte di connessione.La net neutrality Per neutralità della Rete, lo si ribadisce, si intende la possibilità tecnica che i contenuti su Internet abbiano la stessa facilità e velocità di accesso da parte degli utenti. I pacchetti di dati, che transitano freneticamente da un capo all'altro del mondo, non possono essere discriminati in dati di serie A o di serie B. Lo stesso creatore del World Wide Web, Tim Berners Lee, ha precisato più volte che la Rete non è stata realizzata per agevolare il passaggio di un'informazione piuttosto che un'altra.L'escamotage dei dati su reti mobili In realtà, l'ottima scelta di mettere nero su bianco i propositi di Google e Verizon cela un'ombra. Al quinto punto, Google e Verizon parlano di nuovi servizi on line, che si distinguano dagli attuali servizi forniti dai classici operatori. In pratica, i due gruppi hanno proposto di non estendere le regolamentazioni della Rete, fra cui l'obbligo di net neutrality, alle reti senza fili. Si mette da parte, dunque, l'intero settore dell'Internet in mobilità, che, in effetti, differisce dai classici collegamenti su filo. In effetti quello mobile è un settore a parte. Gli investimenti in infrastrutture sono più onerosi, rispetto a quelli fissi, su cavo, già esistenti (e ammortizzati) da diversi anni.Lo scopo è di trasformare la infrastruttura a banda larga in una piattaforma per innovare. In maniera esemplificativa, si fa riferimento a servizi di monitoraggio sanitario, di formazione specifica, di giochi, ecc. In questo modo, i due operatori si lasciano la porta socchiusa per abbracciare nuove possibilità di business, che, proprio perché a valore aggiunto, debbano essere viste come servizi innovativi (magari soggetti a regole diverse?).I commenti Molti commentatori (anche il New York Times), in realtà, pensano che questa proposta voglia anticipare proprio la nascita dell'idea di Internet mobile, come diversa da quella su reti fisse. Nel settore mobile, dunque, sarebbe consentito ragionare diversamente rispetto alla tradizionale Rete terrestre. Gli investimenti da fare per garantire anche in mobilità quei contenuti che gli utenti si aspettano di vedere (YouTube, streaming di concerti, ecc.) o sentire (radio on line, ecc.) sono economicamente rilevanti. Pur nelle polemiche che si sono scatenate a seguito del manifesto, dunque, si apre una fase di ragionamento prolifico, senza pregiudizi, per il futuro della Rete in mobilità.

di Gerardo Antonio Cavaliere

 

 

 

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