Già ai miei tempi si raccontava che era un’usanza molto antica: si svuotavano le zucche, le si scolpivano come teste dei morti ( cocce priatorie ) e le si usavano come decorazioni. Al primo novembre, cioè alla vigilia della festa dei Morti noi ragazzi andavamo alla ricerca di ginestre o altri rami di alberi e facevamo, in ogni strada o zona di quartiere, dei falo’. Con il fuoco che restava si cucinavano specialità locali. Naturalmente tutta la gente dei dintorni si riscaldava intorno ai fuochi accesi, poiché, trovandoci a un’altezza di 650 metri slm.e a inizio novembre verso mezzanotte, si aveva bisogno di stare al caldo. Si raccontava che quella notte i propri morti scendevano sulla terra e si mescolavano ai vivi: chi aveva parenti o amici defunti, specie se recenti, ci teneva di piu’alla tradizione; si lasciavano anche dei resti di quel che s’era mangiato perché potessero servire a chi ci aveva preceduto nell’aldilà.Sono secoli che si ricorda questa tradizione, nella notte magica dei morti. Di sicuro si pensa che siano stati gli emigranti orsaresi a portarla negli Stati Uniti con le zucche e la festa di Halloween. Quando io ero ragazzo questa era solo una tradizione locale e non aveva nessun influsso particolare. Attualmente, invece, ogni anno questa festa attira moltissimi forestieri. C’è un organizzazione capillare e un notevole contorno di ospiti e attività turistiche. Il paese rimane bloccato da migliaia di auto in arrivo in questa notte speciale.
NUOVO PIANO PARADISO
Dopo molti anni di assenza, recentemente, mi è capitato di rivedere questa zona. A parte il fatto che ora i contadini non usano piu’ mietere manualmente: il grano viene trebbiato già nei campi. Su questo Piano Paradiso,come per incanto, è stato costruito un centro gastronomico che, in breve, ha saputo conquistare i palati di molti buongustai. Un emigrante, tale Peppe Zullo, dopo aver girato negli Stati Uniti e in Messico, ha deciso di portare al proprio paese le sue esperienze gastronomiche: sulla mezza costa, invece del villaggio di covoni e pignoni, ora ci sono costruzioni nuove e un’attività imprenditoriale di notevole importanza dal lato turistico.. Questo signore ha organizzato anche un’attività agricola e di consorzio (o unione ) dei produttori locali per tutto cio’ che interessa l’alimentazione. Il suo ristorante è conosciuto anche al di fuori dei confini regionali per una cucina con prodotti locali, genuini e controllati. A partire dal suo arrivo il paese ha cambiato completamente volto. Buona parte della sua agricoltura è al servizio del turismo regionale.Ai miei tempi esisteva una antica taverna, nella parte bassa del paese. Serviva come rifugio per i cavalli e per i forestieri di passaggio. Attualmente, dopo il ritorno dell’emigrante di lusso, Peppe Zullo, che ha rivoluzionato la vita economica di Orsara, sembra scomparso il famoso anatema di Pirro: Orsi siete e Orsi rimanete ! Il paese si è organizzato con una nuova cultura dell’accoglienza e dell’alimentazione, con numerosi ristoranti e camere d’affitto per turisti. Recentemente la cittadina dell’Orsa è stata accolta nell’organizzazione delle città Slow-Food, come Mendrisio qui da noi, ed ha ricevuto dal Touring Club Italiano la distinzione di “Bandiera Arancione” che viene concessa alle piccole località dell’entroterra distintesi per un’offerta dell’accoglienza di qualità.Nel paese sono state riorganizzate diverse feste, tra cui è conosciuta a livello nazionale la festa detta in dialetto locale “ fuca coste “.
Enzo Castelli CH 6616 Losone
Libro di prossima pubblicazione dal doppio titolo
Enzo Castelli
LE BATTAGLIE DI PIRRO A SCACCHI
Racconti vari e veri
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L’INGIUSTIZIA DELLA GIUSTIZIA
Come Davide si difende da Golia
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