Artemisium News
21/10/2010
LE SERRE NUOVA PATTUMIERA DEL TERRITORIO
Cresce a vista d’occhio il fenomeno della discarica di rifiuti di ogni genere, in un ambiente, fino a pochi anni fa, incontaminato
di Michele Roselli

Michele Roselli

 DELICETO - Abbiamo deciso di dare doveroso risalto a un fenomeno che sta assumendo, in questi ultimi tempi, dimensioni sempre più preoccupanti. Ci riferiamo alla poco simpatica e incivile abitudine di usare il nostro territorio come una sorta di discarica a cielo aperto, ove abbandonare ogni cosa di cui disfarsi, senza essere visti né penalmente perseguiti. L’unica cosa che ci consola in questa triste vicenda (per usare un eufemismo), è il fatto che tanti cittadini, evidentemente sensibili alle problematiche ambientali, ci mettono a conoscenza di questi fenomeni di mal costume, inciviltà, ignoranza, disprezzo per se stessi e per gli altri, da parte di alcuni individui, che non trovano giustificazione né comprensione.Tempo fa, sul nostro giornale avevamo parlato del ritrovamento, in località “Serre”, di diecine di confezioni di pannoloni assorbenti, gettati senza alcun ritegno, in aperta campagna, tra alberi e cespugli (a proposito, ci segnalano che sono ancora lì); oggi, a pochi mesi di distanza, altre segnalazioni, da parte di alcuni cittadini, e da noi documentate, ci mettono di fronte ad un diverso scenario, o per meglio dire, ad un nuovo scempio. La foto a corredo dell’articolo, ci mostra una catasta di lastre di Eternit, di quelle utilizzate per la copertura dei tetti, che qualcuno ha voluto disperdere nell’ambiente, forse con l’intento di concimarlo con un po’ d’amianto, tanto a lui che gliene frega, vive a casa sua spensierato, forse addirittura lontano da Deliceto e dalle Serre. Questo problema dei rifiuti dispersi in quel particolare ambiente, ha diversi angoli di lettura. Sappiamo che le zone di Arena Cavata e delle Serre, nei secoli scorsi sono stati luoghi di grande ricchezza dal punto di vista agricolo, per via della conformazione del terreno, quasi tutto sabbioso, per la presenza di grandi riserve d’acqua (i Piloni), che consentivano di alimentare anche qualche mulino (Capano) per la macinazione di cereali. All’epoca non vi erano strade, si coprivano le distanze, a piedi o a dorso d’asino, percorrendo mulattiere, e il consumismo era di là da venire. Quindi, i nostri antenati producevano pochissimi rifiuti, e quei pochi, li utilizzavano per concimare i propri terreni. Oggi il benessere, le strade che sono state realizzate per consentire l’accesso alle Serre, con ogni mezzo e, infine, l’abbandono che ha reso molti di quei luoghi delle boscaglie inaccessibili fitte di vegetazione spontanea, ne fanno dei siti particolarmente appetibili per chi vuole disfarsi di materiale di ogni genere, spesso pericoloso come l’Eternit o poco biodegradabile come la plastica e il vetro. A proposito dell’Eternit, avevamo affrontato l’argomento sul numero 42 di aprile scorso, in un articolo dal titolo “Pericolo amianto”, sottolineando la pericolosità per la salute e per l’ambiente di un tale elemento; evidentemente qualcuno non ne ha fatto tesoro, oppure si potrebbe ritenere il contrario: quel qualcuno si è reso conto della sua pericolosità, ha saputo che per disfarsene gli sarebbe occorso un patrimonio, e ha pensato bene di risparmiare abbandonandolo da qualche parte, fra alberi e fiori. Voglio comunque sottolineare, a questo punto, la necessità di una presa di coscienza da parte delle autorità competenti sul fatto che il problema esiste e si sta incancrenendo. Credo che sia indispensabile, avvalendosi di qualche progetto mirato, per la realizzazione del quale si possono reperire fondi regionali, europei o statali, effettuare degli interventi finalizzati alla bonifica di tutto il nostro territorio o di una parte di esso, ottenendo anche l’indubbio beneficio di creare occupazione. Nel frattempo, non sarebbe male mettere a disposizione della cittadinanza, un sito o un contenitore per rifiuti particolari, al cui smaltimento potrebbe provvedere poi il Comune, dandone opportuna pubblicità.

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