Foggia, 17 ottobre 2010.
Il Foggia s’aggiudica meritatamente il derby con l’Andria al termine di una gara emozionante, sofferta e combattuta fino al triplice fischio del discutibile ed incredibile Sig. Tidona. I satanelli hanno dominato in lungo e in largo rischiando però una sconfitta ingiusta per come sono andate le cose. Dopo aver perso Insigne per infortunio e con un direttore di gara “provocatore” a due minuti dal 90’ prima l’encomiabile Sau ha ristabilito la parità e nel penultimo dei quattro di recupero ci ha pensato Iozzia a siglare il gol del sorpasso. Due colpi di testa perentori che hanno punito la presuntuosa Andria, troppo rinunciataria per sperare di uscire indenne dallo Zaccheria. Alla fine, comunque, ha vinto la squadra migliore. Un primo successo casalingo che fa morale e consente ai satanelli di lanciare la sfida alla capolista Atletico Roma, prossima avversaria. Nel Foggia Zeman è costretto a rinunciare agli infortunati Romagnoli e Caccetta, sostituiti da Iozzia e Candrina. In porta si rivede Santarelli ed Ivanov si accomoda in panchina. A centrocampo Burrai si posiziona davanti alla difesa, Konè va a destra e Laribi a sinistra. In avanti il tridente è il solito: Agodirin, Sau e Insigne. Nell’Andria Mister Papagni presenta due novità rispetto alla gara precedente. Nulicek e Carretta sono preferiti a Doumbia e Lacarra. Il Foggia vuol far suo il derby con l’Andria per riprendere la corsa in classifica dopo l’interruzione di Gela. Sin dai primi minuti i rossoneri mostrano la gran voglia di conquistare i tre punti. L’Andria è costretta sulla difensiva e non può fare diversamente anche perché il pressing “alto” del Foggia non gli consente di ragionare. Le ripartenze di Insigne ed Agodirin possono far male. La prima frazione è un monologo dei rossoneri. Quasi da incubo per la formazione andriese. Le tante occasioni da rete costruite sono mancate d’un soffio. E quando non falliscono i padroni di casa ci pensa un super Spadavecchia ad evitare la capitolazione. Le azioni-gol dei satanelli sono tutte all’insegna del bel gioco. Verticalizzazioni, tagli, scambi in velocità si susseguono con naturalezza. Le geometrie disegnate e dettate dal “Maestro” Zeman sono messe in pratica quasi alla perfezione dai suoi ragazzi. Insigne, c’ha preso gusto e (2’) tenta il bis di Coppa con un tiro a girare ma Spadavecchia gli nega la gioia del gol. Per due volte poi è Sau (3’ e 15’) a mancare d’un soffio il bersaglio. Dalla battuta del corner Insigne (16’) s’infortuna nel calciare a rete ed è sostituito da Cortese. Il Foggia perde il suo uomo migliore e vien meno estro e fantasia ma non la lucidità. Sau si posiziona a sinistra e Cortese al centro a fungere da boa. Dopo qualche minuto di apprensione per l’infortunio di Insigne il Foggia riprende a macinare gioco e a creare palle-gol in quantità industriale. Sau (25’) dopo uno scambio con Konè è vistosamente spinto in area ma non ottiene la massima punizione. Ancora protagonista l’attaccante rossonero. Prima (30’) spreca di testa, poi pennella per Agodirin (32’) ma Spadavecchia con un colpo di reni evita il gol. Sempre l’estremo difensore andriese dice ancora no al tiro dalla distanza di Burrai (37’) e di Konè (39’). Come spesso succede nel calcio c’è chi spreca (il Foggia) e chi capitalizza (l’Andria). Inaspettato, infatti, giunge il vantaggio ospite che in poche circostanze ha fatto “capolino” nella metà campo avversaria. Sul cross di Paolucci è Ceppitelli (44’) ad anticipare tutti e a girare di testa in rete. Nonostante i 4’ di recupero la prima frazione si chiude con l’Andria in vantaggio. Nel secondo tempo il Foggia è costretto ad inseguire e gli ospiti si rinchiudono nel loro fortino a protezione del prezioso risultato. I rossoneri continuano a lottare trovando l’insuperabile Spadavecchia che si oppone a Laribi (13’) e poi, d’istinto, a Sau (18’). Zeman inserisce il polacco Salamon al posto dello stremato Konè. Il Foggia continua a fallire occasioni su occasioni ma è l’Andria a mancare il clamoroso bis. Il neo entrato Doumbià mette al centro per Lacarra (36’) ma Santarelli compie un mezzo miracolo nello sventare il colpo del ko. Il Foggia riparte a testa bassa e continua nel martellamento ma anche stavolta trova l’ostacolo insormontabile davanti a sé: il direttore di gara. L’ennesimo arbitro nega un calcio di rigore sacrosanto a Sau (37’) platealmente atterrato in piena area. L’attaccante rossonero è sanzionato col cartellino giallo, scatenando le ire del pubblico. Lo stesso discutibile arbitro che nella gara playout col Pescina fu tanto “permissivo”, vuole “rifarsi” minacciando di sospendere la gara per il solito “imbecille” che lancia qualche oggetto in campo. Il gioco riprende e il Foggia trova quasi subito, in modo rocambolesco, il gol del più che meritato pari. E’ Agodirin a servire Sau (43’) che di petto appoggia in rete. Lo Zaccheria viene giù e i rossoneri tentano il tutto per tutto nell’assalto finale. Prima Rigione (45’) di testa manda alto e ma poi non fallisce Iozzia (48’) che sempre di testa gonfia la rete e manda in visibilio lo stadio. Così il Foggia s’aggiudica il derby al fotofinish conquistando tre meritatissimi punti lottando non solo contro la sfortuna ma anche contro l’ennesima direzione di gara decisamente non imparziale. E’ ora di farsi sentire !
FOGGIA – ANDRIA BAT 2 – 1
Marcatori: 44’ p.t. Ceppitelli, 43’ s.t. Sau, 47’ Iozzia.
Foggia (4-3-3): Santarelli 6.5, Candrina 6.5, Regini 6.5 Burrai 7, Rigione 7, Iozzia 7, Agodirin 6.5, Konè 6 (17’ s.t. Salamon 6.5), Sau 7, Laribi 7, Insigne 7 (18’ p.t. Cortese 6.5). A disposizione: Ivanov, Tomi, Torta, Agostinone, Palermo. All. Zeman 7.
Andria Bat (4-4-2): Spadavecchia 7, Fazio 6.5, Ceppitelli 6, Thackray 6, Sibilano 6, Berretti 6, Arcidiacono 6.5, Paolucci 6, Nulicek 5 (22’ s.t. Lacarra 5), Chiaretti 5, Carretta 5 (33’ s.t. Doumbià 6). A disposizione: Locatelli, Di Simone, Evangelisti, Pierotti, Carminati. All. Papagni 5.
Arbitro: Tidona Emanuel di Torino 3.
1°Ass.: Croce Angelo di Chivasso 6.
2°Ass.: Mosca Francesco di Chivasso 6.
Note: Terreno in buone condizioni. Spettatori 6.000 circa. Incasso non comunicato. Ammoniti: Sau, Agodirin (F), Ceppitelli, Berretti (A). Angoli: 10 – 3 per il Foggia. Recuperi: 4’ e 4’.
Nella foto, in azione Sau.
di Lino Mongiello