Artemisium News
14/10/2010
ANCHE LA PUGLIA TRA LE 11 REGIONI AD ALTO RISCHIO SISMICO E IDROGEOLOGICO
I dati dei geologi: insicure 937 scuole e 65 ospedali
di Redazione
Terremoti e frane: a rischio un milione di pugliesi, 937 scuole e 65 ospedali. Sono i dati forniti dai geologi italiani nel corso di un convegno a Roma: “Siamo tra le 11 regioni italiane più colpite – commenta Amati, assessore regionale alla Protezione civile – e proprio per questo che la guardia resta altissima.
La nostra priorità è salvaguardare l’incolumità dei cittadini. Basti pensare che nel 2009 abbia finanziato opere di mitigazione del rischio per 135 milioni di euro (fondi comunitari e regionali). C’è ancora molto da fare, così come risulta dagli atti di programmazione e per questo speriamo che già nei prossimi giorni si possa sottoscrivere, l’accordo col Ministero dell’Ambiente per l’utilizzo di ingenti risorse finanziarie”.
Anche se i fondi contro il dissesto idrogeologico “sono intoccabili perché destinati ad affrontare l’emergenza nazionale – ha spiegato il ministro Prestigiacomo ricordando il pano straordinario da 1,2 miliardi di euro che vede il raddoppio delle risorse con la collaborazione delle Regioni”.
Ma c’è la necessità di messa in sicurezza di contesti territoriali fragili. Oltre che di un progetto di prevenzione. Lo stesso anticipato, pochi giorni fa, dal capo della Protezione civile Bertolaso: “Negli ultimi anni si sono fatti passi avanti straordinari sulla capacità dei Comuni di affrontare le emergenze, ma in tema di prevenzione siamo ancora molto indietro.
Nove anni fa, quando ho assunto il mio incarico – ha spiegato – su 8.300 sindaci italiani, solo il 20% aveva un Piano Comunale per le emergenze e solo il 25% dei Comuni sapeva esattamente come fare un’allerta meteo, come preparare le persone a fronteggiare possibili rischi e quali misure adottare per evitare conseguenze peggiori in caso di calamità naturali.
Oggi in alcune regioni, come Friuli, Toscana, Marche, Puglia, tutti i Comuni sono attrezzati per gestire le emergenze. Nel campo della prevenzione però, si é fatto ancora pochissimo. La prevenzione, quella vera – ha chiarito – significa costruire scuole, case, ospedali con criteri antisismici nelle zone a rischio terremoto, in modo che se arriva una scossa violenta le struttue rimangono in piedi e la gente non muore”.
In Puglia una doppia ‘fotografia’ per dissesto idrogeologico e sismico. La prima: su 48 comuni considerati ad alto rischio idrogeologico dal Ministero dell’Ambiente e dall’Upi, 44 sono a rischio frana, 1 a rischio alluvione e 3 a rischio frana e alluvione. Il 65% dei Comuni ha previsto nei propri piani urbanistici vincoli all’edificazione nelle zone esposte a maggior pericolo mentre il 100% dei Comuni ha realizzato opere di messa in sicurezza del territorio.
Migliore è la situazione per quanto riguarda l’organizzazione del sistema locale di protezione civile, fondamentale per salvare la popolazione ad evento già in corso. Il 76% dei comuni si è dotato di un piano d’emergenza e il 65% lo ha aggiornato negli ultimi due anni. Solo nel 12% dei casi sono state organizzate attività di informazione rivolte alla popolazione e il 59% dei Comuni dispone di una struttura di Protezione Civile operativa 24 ore su 24.
Oltre 167mila abitanti a rischio, 162 scuole e 11 ospedali. Per quanto riguarda il sisma, dei suoi 258 Comuni, 143 non sono classificati a rischio mentre soltanto 10 ricadono nella categoria 1, quella “rossa”, nel Foggiano: Accadia, Anzano, Ascoli Satriano, Bovino, Candela, Deliceto, Monteleone, Panni, Rocchetta Sant’Antonio e Sant’Agata di Puglia.
La mappa del rischio si ferma, sostanzialmente, a nord di Bari: il capoluogo di regione è a rischio 3, mentre quasi tutto il Salento è fuori dalla classificazione. Sono 824mila i cittadini a rischio, 798 istituti scolastici e 54 ospedali. Non va meglio in Lucania: per il rischio idrogeologico, coinvolti più di 31mila abitanti, 41 scuole e 2 ospedali. Per i terremoti, invece, 509mila abitanti, 704 scuole e 34 ospedali.
Cinzia Stramaglia da quotidianopuglia.it
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