Lettera aperta a Rosaria
Sarah, pena di morte, Costituzione e Cultura
Gentile Rosaria,
potrei farle un lungo elenco di "buona giustizia" e anche di “onesti giudici ammazzati da chi non voleva giustizia”come lei potrebbe farmi un lunghissimo elenco di "mala giustizia"o di “giustizia negata”. E siamo d'accordo. La pena di morte, tuttavia, non può essere una "giusta" punizione perché lo Stato si metterebbe sullo stesso piano di un assassino. In Italia la pena di morte è stata recentemente abolita anche dal codice penale di guerra e la Costituzione Italiana prevede che la pena tenda al recupero di chi è condannato.La Costituzione, che ultimamente non è più “di moda” e che a volte è palesemente violata, dovrebbe essere letta in tutte le case e in tutte le scuole perché ignorandola noi cittadini ci diamo la zappa sui piedi e lasciamo spazio a chi approfitta della nostra ignoranza.Sul caso della povera Sarah penso che la verità non sia ancora nota in tutte le sue sfaccettature e penso che presto sentiremo novità. Troppe situazioni non sono chiare.Detto questo, penso che le situazioni incoffessabili nelle famiglie siano veramente tante.Questo non lo dico io, ma tutto l’esercito di professionisti che quotidianamente lavorano a fianco delle famiglie italiane. L’incesto e lo stupro in certe famiglie è quasi la regola. E la cosa più triste e difficile da digerire è l’omertà -che poi diventa complicità - messa in pratica dalle donne, mamme o nonne o zie che siano, per “salvare l’onore della famiglia”. Si tratta di un fenomeno complesso e difficile da affrontare in famiglia. Io penso che sia un fatto di cultura.E’ scontato che in un contesto sociale in cui manca una biblioteca, in cui molti non vanno a scuola, in cui la scuola è un parcheggio e in cui circola poca cultura certe abitudini deplorevoli e aberranti restano e si rafforzano. Ricordo con orrore le parole che un padre (è difficile scrivere “padre” in questi casi) disse al giudice che lo interrogava durante un processo per incesto.”Presidente, ma lei cosa c’entra nella mia famiglia? Questa è mia figlia e ne faccio ciò che voglio!”. Rosaria, io non so se lei sia mamma o meno. Tuttavia nella sua qualità di donna la prego di riflettere su ciò che ho scritto affinché dal nostro confronto di idee usciamo entrambi arricchiti almeno dal punto di vista umano. Le auguro ogni bene e la invito a scriverci ancora perché è dal confronto e anche da uno scontro dialettico, anche aspro, ma corretto, che nascono idee e germogli per un corretto vivere civile .
Carmine Granato