Continua lo sciame sismico che sta interessando la Capitanata dallo scorso venerdì, quando alle 14.20 una violenta scossa di magnitudo 4.4 della scala Richter ha scosso Foggia e provincia facendosi sentire anche nel Subappennino, nel barese, nel Vulture e nel potentino, a Termoli, dove hanno avvertito distintamente il movimento tellurico, fino a Napoli e in Abruzzo.
Epicentro tra Foggia, Carapelle e Ortanova, a pochi chilometri dal capoluogo, nel distretto sismico del Tavoliere delle Puglie.
Nessun danno a persone o cose, accertato anche dalla Provincia di Foggia che nei giorni scorsi ha provveduto ad effettuare verifiche sugli edifici e le infrastrutture più importanti del capoluogo e dei Comuni della provincia. Solo due gli interventi effettuati dal 118 per malori da spavento.
Alle 14.33 dello stesso giorno un'altra scossa di magnitudo 2.0 è stata registrata dall'Istituto nazionale di Geofisica e dal puntuale Centro sismologico euro-mediterraneo. In serata, quando la paura per le prime forti ondate di terremoto era passata, alle ore 21.21 un altro movimento sismico di magnitudo 3.3, sempre con epicentro tra Foggia, Ordona e Ortanova, ha scosso nuovamente la città.
Questa mattina un'altra scossa, di magnitudo 2.8 Richter, comunque non preoccupante, è stata registrata dai sismografi alle 9.02 con epicentro a 27 km da Foggia e 4 km da Troia, ad una profondità di 15,3 km, secondo l'Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), a meno di 10 km dai Comuni di Biccari, Castelluccio Valmaggiore, Celle di San Vito, Faeto e Orsara di Puglia, nei Monti Dauni settentrionali.
Il sisma è stato avvertito distintamente nel Subappennino e in Irpinia. Non ci sono danni nè feriti, solo un po' di normale preoccupazione per la terra che trema.
La Puglia è particolarmente interessata dal risentimento degli eventi sismici con epicentro nella regione ellenica e nel Mar Egeo che si stanno verificando in questi giorni.
Inoltre la città di Foggia, pur trovandosi in un’area di pericolosità sismica medio-bassa, essendo posizionata tra due zone ad alta sismicità come l’Irpinia e il Gargano risente degli effetti tellurici che si verificano in queste zone, nel Matese e nel beneventano e per questo è posta in zona 2 nella classificazione nazionale sismica del territorio, in una scala da 1 a 4 dove 4 è il minimo e 1 il massimo.