Particolare attenzione al tema delle intercettazioni è stato dato dal Presidente del Garante della Privacy, Francesco Pizzetti, nell'ambito della relazione annuale svoltasi di fronte al Parlamento. La relazione, che denota grande maturità istituzionale e lucidità intellettuale dei componenti l'Ufficio del Garante, dimostra grande equilibrio nel toccare diversi aspetti come libertà di stampa, giustizia, telemarketing, Internet, ecc.
Relazione 2009 del Garante privacy
La relazione del Garante ha affrontato sostanzialmente due ambiti diametralmente opposti, segno della difficile convivenza del concetto della privacy in una Società così complessa come la nostra.
In primo luogo, si è voluto evidenziare con rigore l'autorevolezza con cui l'Ufficio del Garante per la protezione dei dati personali presta il proprio servizio nel Paese. Tale importanza istituzionale viene celebrata anche ricordando che l'anno prossimo ricorrerà il quindicesimo anniversario dell'approvazione della legge italiana di protezione dei dati personali, che ha istituito proprio l'Autorità. E' un quindicennio denso di numerose attività di indagine, oltre che foriero di costante sviluppo e di ricerca. Vi è da ricordare, poi, che il Trattato di Lisbona ha chiaramente sancito che la protezione dei dati personali assurge a diritto fondamentale, esteso ora a tutti i settori di competenza dell'Unione, inclusi quelli relativi alla politica estera e di sicurezza comune.
Privacy consolidata
Con orgoglio, pertanto, il Garante ha potuto parlare di "privacy consolidata", con ciò indicando la consapevolezza della necessità di proteggere i dati personali, che ormai avvolge non solo l'ordinamento giuridico, ma anche la vita quotidiana dei cittadini. Esempi di questa privacy consolidata sono la tutela dei dati nel rapporto di lavoro, profilazione dei consumatori a fini commerciali, il settore dei dati sensibili (il riferimento è alle limitazioni in tema di informazioni sulla sindrome Hiv), il filone delle grandi banche di dati (come, per esempio, quelle dei gestori telefonici, dell'anagrafe tributaria e dell'Inps), ecc.
Questi importanti segni positivi dell'attenzione prestata al tema della privacy e alle indicazioni fornite, caso per caso, dal Garante sono il segno che si è compresa l'affermazione secondo cui "La protezione dei dati non è un nemico da battere, ma un aspetto essenziale di una società ben regolata".
Risultati insoddisfacenti: telemarketing
Dall'altra parte, però, il Garante rivela due casi emblematici in cui sono da indicare come insoddisfacenti i risultati raggiunti. Entrambi gli esempi sono additati esclusivamente nei confronti del Parlamento italiano. Il primo è quello del telemarketing. Il Legislatore ha modificato una classica impostazione di opt-in (richiesta di consenso) con una meno garantista forma di opt-out (richiesta di esclusione). Tutto ciò in barba a normative specifiche in materia, che affermano l'importanza di non essere inondati da pubblicità (anche) telefonica se non lo si è richiesto esplicitamente. Il Garante tuona duramente nei confronti di questa situazione, ammonendo: "Il nostro auspicio è che il nuovo sistema, che peraltro tarda a essere pienamente attuato, trovi maggiore rispetto da parte degli operatori e assicuri una tutela più efficace per i cittadini. Se, però, esso sarà violato con la stessa intensità e la medesima spudoratezza con cui si è agito finora, l'Autorità prenderà tutte le iniziative possibili, compresa la richiesta di un intervento delle istituzioni europee, Corte di Giustizia inclusa".
Risultati insoddisfacenti: intercettazioni telefoniche
Il secondo esempio in cui il Garante dissente palesemente da quanto il Parlamento sta facendo è il disegno di legge ormai universalmente noto come la legge sulle intercettazioni telefoniche. Pur essendosi rigorosamente astenuta dall'intervenire nel dibattito parlamentare in merito a questo Ddl, il Presidente sente il dovere di chiarire quale sia l'interpretazione del Garante sul tema, che è stato sbandierato come emblema di tutela della privacy delle persone. In linea di principio, afferma il Presidente, il rapporto fra libertà di stampa e riservatezza deve sempre essere valutato caso per caso, si tratta, infatti, di due diritti che assurgono entrambi a livelli costituzionali. A tale premessa segue la constatazione che neppure un diritto fondamentale di per sé può essere limite all'attività giudiziaria. Né contrasta con la libertà di stampa il fatto che, per evitare fughe di notizie, si pongano limiti alla diffusione di atti giudiziari. E' diverso, invece, il caso in cui si stabiliscono specifici limiti alla diffusione di dati giudiziari in relazione soltanto al tipo di mezzo di indagine con cui vengono raccolti. Nel Ddl sulle intercettazioni, infatti, viene posta arbitrariamente una difesa anticipata nei confronti della privacy, che, come si è accennato poc'anzi, deve essere valutato concretamente, caso per caso. Di conseguenza, non si capisce, secondo il Garante, quale sia effettivamente la tutela che si vuol raggiungere, di certo non è la privacy degli utenti, ma probabilmente si vuole cercare di eliminare lo "strumento" delle intercettazioni, essendo gli altri aspetti contenuti negli altri provvedimenti conoscibili per riassunto.
Nuove tecnologie e trasparenza nella Pa
Il Garante, inoltre, pone l'attenzione anche sul futuro delle problematiche che vengono continuamente sollevate dall'incessante sviluppo delle tecnologie informatiche. In particolare, il Presidente evidenzia le implicazioni in tema di privacy relative al crimine informatico e all'uso di sistemi di cloud computing.
Il Garante, infine, si sofferma anche sul tema della trasparenza nella Pubblica amministrazione, di cui la c.d. riforma Brunetta ha fatto da apri-pista. Il rischio che si corre, secondo il Presidente, è quello di estremizzare la missione di trasparenza, senza considerare che vi sono settori, quali la difesa di dati sensibili, che non potrebbero essere messi di fronte al pubblico giudizio solo perché in qualche modo un portatore di handicap, per esempio, sia entrato in rapporto con la Pa, per ottenere un sussidio.