Artemisium News
13/08/2010
LA CASA DEL SACRO CUORE E LA CAVALCATA DI S.LORENZO: I VANTI STORICI DI SANT'AGATA
Grazie al commendatore Michele Perrone l'ospizio č ancora oggi una delle strutture all'avanguardia del Meridione
di Samantha Berardino

di Samantha Berardino

Sono state la tenacia e la vitalità del fondatore Donato Pagano, circa un secolo fa, a permettere la concretizzazione della carità cristiana santagatese in un'opera che tanto ha significato per la nostra comunità: la Casa del Sacro Cuore. C'erano il grande ufficiale Michele Perrone, l'arcivescovo della diocesi di Foggia - Bovino Francesco Pio Tamburrino, il sindaco Lorenzo Russo, il soprintendente archivistico per la Puglia Maria Carolina Nardella e don Michele Falcone ieri sera alla presentazione del libro di Dora Donofrio 'La Casa del Sacro Cuore di Gesù di Sant'Agata di Puglia'. Inizialmente ospizio per i più bisognosi, per gli anziani rimasti soli, per gli orfani di guerra e rinomato centro di formazione professionale e artistica grazie al laboratorio di taglio e cucito, alle attività teatrali e alla rinomata tipografia, oggi la struttura ospita una casa di riposo non molto lontana dai comfort di un moderno hotel. Ma negli anni intorno alla grande guerra le difficoltà erano molte di più. Grazie a monsignor Pagano a Sant'Agata la carità e l'amore gratuito dei cristiani non restavano inespressi. Oblazioni spontanee e immediate hanno contribuito negli anni a dare vita ad una vera catena di benefattori che giunge fino ai giorni nostri e all'instancabile impegno del commendatore Michele Perrone, rifondatore della Casa.Una volta erano soprattutto gli emigranti a inviare denaro per sostenere quella parte fondamentale della comunità rappresentata dai più bisognosi. Il futuro oggi invece appare ben più roseo anche perché nello scorso novembre la Casa del Sacro Cuore è diventata una fondazione, presieduta da Perrone, che ospita nel suo consiglio di amministrazione due membri nominati dall'amministrazione comunale (designati a breve), due di nomina vescovile e uno espressione della Regione Puglia. È stato quindi evitato con forza il totale controllo pubblico, condividendo tuttavia con il Comune la gestione del patrimonio e delle attività della Casa. La storia della più grande opera mai realizzata a Sant'Agata è molto affascinante perché la Casa era una entità autonoma e molto dinamica ma è anche esemplificativa dell'evoluzione del sistema sanitario e del pensiero e della pratica dell'assistenza in Italia. Ma c'è stato un altro convegno che il 10 agosto ha dato il via alle manifestazioni culturali di Santagataestate 2010 facendo luce sulla storia del nostro paese, ancora grazie alla cronaca di Dora Donofrio Del Vecchio. La ricercatrice, vice presidente del Centro ricerche di storia religiosa in Puglia, da anni impegnata nella indagine storiografica sulla nostra terra, ha raccontato presso il teatro comunale un episodio ancora poco conosciuto della storia locale. Le origini della fiera e della tradizionale cavalcata di San Lorenzo, infatti, si inseriscono in uno scenario storico ben più ampio che giunge fino alle lotte di successione tra aragonesi e angioini. Durante il convegno, sostenuto da una sinergia tra le associazioni 'Centro Studi Calabius', Pro Loco 'Pierino Donofrio' e 'Santagatesi nel Mondo, con il patrocinio del Comune di Sant'Agata, Dora Donofrio ha spiegato come la cavalcata storica, tra le più antiche e longeve di Puglia (svolta fino agli anni Venti del Novecento), fosse al centro di un discusso episodio storico. Nel 1462, infatti, Sant'Agata ebbe un ruolo primario nella scelta dell'erede al trono del Regno di Napoli. La rivalità tra Ferdinando I d'Aragona e Roberto d'Angiò si consumava proprio dalle nostre parti e fu proprio il signore di Sant'Agata Giacomo Orsini ad aiutare gli aragonesi nella presa di Accadia, baluardo degli angioini, di cui era feudatario il principe di Taranto. Fu proprio il 10 agosto, giorno di mercato e della cavalcata militare che Giacomo Orsini ordinò invece di dirigersi ad Accadia con la parata militare per aiutare il re aragonese, saccheggiando e incendiando violentemente la vicina cittadina e quasi certamente rubando l'antica campana, portata poi nella nostra chiesa parrocchiale.Questo è l'episodio probabilmente alla base della leggendaria rivalità con la vicina Accadia e soprattutto di alcuni considerevoli vantaggi economici e territoriali che Sant'Agata ne avrebbe tratto.

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