Artemisium News
06/08/2010
PIANO PARADISO DI ORSARA

Si chiama con questo nome una zona del paese di Orsara, in provincia di Foggia. Secondo il mio punto di vista questo è un nome sbagliato. Prima di tutto non si tratta di un piano e tantomeno di un falsopiano. E’ una zona a mezza costa, situata prima del paese, sulla destra per chi proviene da Troia-Foggia. Ai miei tempi aveva un nome dialettale, difficile da scrivere o pronunciare ( Chiambravise ). Nessuno avrebbe mai pensato a un piano Paradiso. In questa zona, ai tempi della mia infanzia, durante le 2-3 feste principali del paese si tenevano le fiere degli animali. Inoltre nella  stagione del grano vi si portavano i frutti della mietitura, a quei tempi fatti solo a mano. Longitudinalmente alla costa si preparavano delle costruzioni di covoni, in attesa che in seguito arrivasse la trebbiatrice per tutti i proprietari. Sembrava un villaggio con una propria vita. Infatti in quel periodo molte persone vi si trasferivano giorno e notte per controllare che estranei non potessero rubare. Anche a allora giravano gruppi di zingari che, come al tempo d’oggi, non avevano una buona reputazione. A me è capitato di dormire da piccolo, facendo la mia brava guardia. Una volta che ero solo con il nonno, mi sono svegliato per il rumore di animali vicino a noi. Allora, anche se avevo un po’ di paura, mi sono messo a gridare: “ Nonno, Giovanni, Antonio, Francesco, Luigi, svegliatevi, ci sono gli zingari “. Erano un gruppetto di 2-3 persone che avevano già rubato degli animali e stavano per prendere anche il nostro cavallo vicino a noi. Per fortuna che se ne erano scappati. Se avessero saputo che li c’era solo il nonno ed io piccolo, non l’avremmo passata bene.Dopo il periodo del grano nella stessa zona veniva portato il granoturco. Anche qui i contadini si concentravano e si aiutavano a gruppi. Il lavoro era tutto manuale. Bisognava prima tirar via le foglie secche e mettere al centro. Io aiutavo  malvolentieri a fare questo lavoro, perché ogni tanto dalle foglie venivano fuori i vermi e questi, a differenza del mio primo figlio, il quale ci giocava, a me facevano veramente schifo.  Si batteva….Comunque era molto bello, quando il lavoro era finito e si stava tutti insieme intorno al fuoco a far cuocere le…,sia abbrustolendole sia cuocendole nell’acqua. Il granoturco mi piaceva in tutti e due i modi di cottura.Un altro ricordo di quel periodo fu quando i miei mi lasciarono da solo sul cavallo che avevamo ed io gli feci fare un piccolo trotto, con la speranza di fermarmi subito. Quando tentai di bloccarlo, perché mi ero spaventato, e lui continuava nella corsa, invece di frenarlo lui correva sempre di piu’.Capii troppo tardi che lo avevo eccitato invece di frenarlo. Riuscii a stare in sella, come si dice, per un centinaio di metri, ma poi mi fece cadere, sotto gli occhi dei miei che, nel frattempo, si erano accorti della mia disavventura.

Enzo Castelli Losone Ch

 

Dopo diversi anni di  assenza mi è capitato di rivedere questa zona. A parte il fatto che ora i contadini non usano piu’ mietere manualmente. Il viene trebbiato nei campi. Su questo piano Paradiso,come per incanto, al centro è stato costruito un ristorante che , in breve, ha saputo conquistare i palati di molti buongustai. Un emigrante, tale Beppe Zullo,dopo aver girato mezzo mondo, ha deciso di portare al suo paese le sue esperienze gastronomiche. Sulla mezza costa, invece del villaggio di covoni,ora ci sono costruzioni nuove e un’attività imprenditoriale di notevole importanza. Questo signore ha organizzato anche un’attività agricola e di,,,conil consorzio o l’unione dei produttori locali per tutto cio’ che interessa l’alimentazione. Il suo ristorante è conosciuto anche al di fuori dei confini regionali per una cucina con prodotti locali, genuini e controllati.

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