Forse nessuno ha mai calcolato l’esatto ammontare delle salatissime multe che l’Italia ha pagato finora alle casse dell’Unione Europea per il mancato recepimento – obbligatorio – delle direttive europee nella legislazione italiana.Questo notevole esborso non è da imputare solamente al governo attualmente in carica, ma forse a tutti i governi che si sono avvicendati a Palazzo Chigi da quando questo tipo di multe è stato introdotto nella legislazione europea.Se si facesse un rapido calcolo sommando le multe pagate con i fondi europei non utilizzati si Raggiungerebbero sicuramente cifre con molti zeri. L’Italia spesso ha fatto e fa fatica a recepire le direttive europee perché i governi di solito sono debolini in quanto sostenuti da maggioranze parlamentari risicate e traballanti. L’attuale governo, presieduto dall’Onorevole Silvio Berlusconi, è sostenuto da una maggioranza bulgara mai vista in Italia o almeno nella storia della Repubblica Italiana e quindi dovrebbe avere la forza politica per attuare le direttive europee in men che non si dica. Invece non è così. E ben lo sa chi provvede al pagamento delle multe all’Unione Europea. I governi annunciano ai quattro venti che vogliono procedere all’attuazione di qualche riforma “per non pagare salatissime multe all’Europa” solamente quando sono con l’acqua alla gola o quando hanno una forte convenienza politica per mettere mano a qualche cambiamento impostoci dall’Unione Europea. L’esempio per eccellenza è quello della riforma pensionistica. Se il governi ci informassero di più sulle direttive europee e sulle multe relative forse anche noi comuni cittadini assumeremmo un atteggiamento diverso verso l’Europa. Sarebbe un passo avanti anche sulla modernizzazione della nostra bistrattata Italia.
Carmine Granato