Artemisium News
23/06/2010
LA MUSICA RIBELLE
Il ricordo di Radio S.Agata 800 seconda parte
di Rosario Brescia

SECONDA PARTE

(Dal finale della  prima parte) …Ma non di sola musica viveva Radio S. Agata, che al pari di altre Radio libere si interessava anche ad avvenimenti culturali, politici e sociali che in quegli anni interessavano l’Italia .“Nel 1978 ci fu il sequestro e la morte di Aldo Moro, - ricorda Paolo Cela - Per radio facemmo una bella conferenza stampa con la partecipazione degli esponenti di tutti i partiti di S.Agata: ci stavamo avviando ad essere non solo una radio d’intrattenimento ma anche un’emittente attenta ai fatti. Io nel frattempo ero appena sposato, e per una migliore prospettiva di vita mi trasferii a Manfredonia, paese di mia moglie. Da dopo la scomparsa di mio padre avevo preso io il posto di “responsabile”, e la cosa cominciava a preoccuparmi, dal momento che non potendo essere presente sul posto per un controllo costante e accurato, ero impensierito dal fatto che qualcuno durante le trasmissioni potesse dire cose che avrebbero potuto creare problemi. A quel punto, allora, decisi di abbandonare, chiudendo così un’avventura che personalmente tanta soddisfazione mi aveva dato”.
ELIO CICIRETTI E RADIO S. AGATA 800C
A questo punto della storia, quindi, Radio S. Agata “cambia gestione”.Il racconto di come andarono le cose ci viene ancora una volta fornito da Elio Ciciretti, che a quel punto subentrò in forma privata al gruppo che fino ad allora aveva gestito la radio: “Nel momento in cui ci fu l’abbandono da parte dell’amico Paolo Cela, sciogliemmo la società e decidemmo di vendere tutto. Io però non mi volli arrendere: il pensiero di perdere quel patrimonio di esperienze positive che in qualche modo stava dando valore anche al nostro paese, proprio non mi scendeva. Convinsi allora mio padre, e così acquistammo le quote degli altri soci. Trasferimmo tutta la strumentazione in una mia abitazione, in via Fratelli Bandiera, e da quel momento cominciammo a trasmettere con la nuova sigla: “RADIO S. AGATA 800C”, dove C stava per Ciciretti, ad indicarne la proprietà. Da allora trasmettemmo tutti i giorni ininterrottamente, con l’ausilio di tanti amici che, gratuitamente e semplicemente per passione, portavano avanti con piacere decine di programmi ascoltati in tutta la provincia, e non solo. Trasmettevano con noi anche mio fratello Dino, e mio papà Rocco, che si faceva chiamare “il novantenne”. Tutto questo andò avanti fino al mese di febbraio del 1979. Infatti, come spesso accade, a volte alcune cose, se pure apprezzabili, devono lasciare il posto a cose più importanti; e così, quando convolai a nozze, i locali che fino ad allora avevamo utilizzati come sede di Radio S. Agata 800C, divennero la mia abitazione privata, e così, – conclude Elio con un filo di malinconia –  dovetti purtroppo chiudere la Radio”.
IL PROF. CARMELO VOLPONE E RADIO S. AGATA SUBAPPENNINO
Quella che sembrava oramai un’avventura destinata a chiudersi definitivamente a Sant’Agata di Puglia, si trasformò invece in un nuovo inizio che, alchimia della vita, in poco tempo divenne ancora una volta una bella e importante realtà invidiata in tutta la provincia di Foggia. A compiere il nuovo miracolo, questa volta fu il prof. Carmelo Volpone il quale, coinvolgendo l’intera sua famiglia, dimostrò subito un’ottima capacità organizzativa e manageriale.La nuova radio cambia intanto frequenza e passa a trasmettere sulla frequenza 98.400 MHz,. Viene regolarmente registrata, si dota di una strumentazione tecnologica più potente della precedente (circa 1000 Watt di amplificazione in uscita, con antenna quadri-polare) e si pone in maniera competitiva sul mercato acquistando, per finanziarsi, un buon numero di contratti pubblicitari. Il prof. Volpone costituisce subito un gruppo di ragazzi che, volontariamente, si alternano nel corso del giorno alla conduzione di programmi. Il gruppo di lavoro, fatto di appassionati di musica, cerca di accrescere il patrimonio tecnologico e discografico della radio sia mediante la pubblicità, sia attraverso l’organizzazione di serate musicali fatte a suon di disco-music, in locali messi a disposizione proprio dalla famiglia Volpone.Questo, in sintesi, il ricordo di quel periodo raccontato dalla signora Maria Luigia Giorgione, moglie del compianto prof. Volpone.“L’avventura di Radio Sant’Agata Subappennino inizia per caso, una mattina d’estate del 1979. In Piazza XX Settembre mio marito incontra Elio Ciciretti. Quest’ultimo, parlando di tante cose, gli chiese se fosse disposto ad acquistare, quanto prima, l’emittente radiofonica che gestiva con altri soci. Non era certo il migliore degli affari a livello economico, per ciò che avrebbe comportato rimetterla su e renderla funzionale, adattarla alle nuove tecnologie e potenziarla; ma il Prof. Volpone accettò senza indugi, perché la sua dedizione ai giovani del posto era superiore a qualunque problema. – sottolinea la signora Maria Giorgione - Mio marito pensò subito che una radio libera funzionante e ben gestita avrebbe potuto rivelarsi una buona occasione di crescita culturale e sociale per il paese, e in particolare per i giovani, più direttamente coinvolti in questo genere di iniziative. In brevissimo tempo, quindi, con l’aiuto di tecnici specializzati, l’impianto fu completamente rinnovato, potenziato ed installato all’ultimo piano del Vecchio Mulino Fredella, in Viale XXIV Maggio. La testata della Radio libera fu registrata non più come R.S.A.800, ma come “Radio S.Agata Subappennino”. Sia la strumentazione che l’intero corredo discografico furono rinnovati. Ormai era fatta: la neonata Radio Sant’Agata poteva far sentire nuovamente la sua voce. Il prof. Volpone, così come era nel suo stile, volle fare tutto con ordine e seguendo le regole per il rispetto di chi avrebbe operato, di chi avrebbe trasmesso e di chi avrebbe riascoltato la voce di S. Agata”. Il racconto della signora Volpone prosegue nella descrizione precisa dei tanti eventi che andarono a susseguirsi in quel periodo al fine della buona riuscita del progetto.  A partire già dalla costituzione di un direttivo che vedeva proprio il prof. Volpone  in veste di Direttore artistico, il bravissimo, compianto Pierino d’Onofrio come responsabile tecnico  dell’impianto (coadiuvato da un ingegnere tecnico di Pescara, per i controlli periodici dell’impianto d’alta frequenza) e la stessa signora Maria Luigia Giorgione come segretaria responsabile della programmazione, registrazione dei dischi nuovi acquistati e del monitoraggio delle spese in genere. “Furono stampati tesserini personali, con foto, per i componenti dello staff ed i vari collaboratori, da indossare anche per eventuali interviste e concerti - racconta ancora la signora Giorgione - Numerosi furono i giovani e le ragazze che si proposero per trasmettere. Furono costituiti dei gruppi che si sarebbero alternati nell’arco della giornata. Ogni programma veniva condotto sempre da due ragazzi: un titolare ed un assistente. Ordine tassativo era di non portare estranei o non addetti negli studi. Ciò per un fatto di serietà e ordine. Chi trasgrediva veniva allontanato. Molte pagine ci vorrebbero per elencare tutti i ragazzi e le ragazze che collaborarono, ma è doveroso ricordare almeno coloro che hanno iniziato e, man mano istruito i loro successori sia nella trasmissione che nell’utilizzo dell’intera strumentazione. Iniziamo col menzionare Padre Gerardo, per la conduzione del programma religioso domenicale, mentre tra le ragazze troviamo: Franca Perrella (fiabe e musica per bambini), le sorelle Linda e Anna Colotti:, Michela Morese, Marinta Bove, Gerarda Viola, Gerarda La Salvia (il Revival italiano), Mimma Volpone, Maria Luigia Giorgione (lo Scacciapensieri), Gerarda Mazzeo, Giovanna Romano, Agata Iuspa e tante altre. Tra i ragazzi ricordo: Angelo Iannella, Tonino Chinno (Liscio, folk e napoletano), Salvatore Fiano, Leonardo Ciciretti, i fratelli Raffaele e Michelino Mocciola, i fratelli Giuseppe e Michele D’Aquino: (la disco music), Vito Rosata (detto Dj-Okay), Enzo Anzano (Cantautori), Gerardo Marchitelli, Alessandro e Domenico Volpone, Paolo Fiano, Pietro Bove, Dino Rinaldi, lo stesso prof. Carmelo Volpone (musica classica, dirette sportive e  letture in vernacolo) e tanti, tanti altri”.
GLI ANNI ’80, LE TV COMMERCIALI E LA FINE DI UN SOGNO
La bellissima avventura di Radio Sant’Agata Subappennino durò circa dieci anni. Sul finire degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80 gli effetti della riorganizzazione nel settore dell’emittenza, il cambiamento dei tempi segnato anche dall’avvento del colore nella televisione e dall’arrivo nelle case della TV commerciale iniziarono a farsi sentire, e moltissime radio libere chiusero. Cosa che avvenne anche per Radio S. AgataSubappennino.Tanti i programmi messi in onda in tutti quegli anni dall’emittente libera santagatese; molta l’informazione musicale e culturale proposta, e tanta anche la solidarietà realizzata in occasioni particolari. Molte anche le opportunità di incontri tra ascoltatori e speakers promosse dall’emittente locale in occasione delle consegne dei premi messi in palio e vinti durante i diversi programmi a quiz. Momenti belli e allegri, che probabilmente ancora oggi vivono nel ricordo di chi, attraverso l’esperienza della Radio, riuscì a cogliere anche motivi di crescita. Come ci confermano Alessandro e Mimma, due dei figli del prof. Volpone, che di quei giorni spensierati conservano ancora oggi emozioni molto vive: “…Ci trovammo coinvolti in un qualcosa che ci ha permesso di crescere, arricchirci interiormente e maturare davvero in maniera completa e diversa dal solito,- confessa emozionata Mimma Volpone - Fu davvero un periodo formidabile della nostra vita, che ci donò esperienze belle e straordinarie che, sono certa, non saremmo mai riusciti a vivere altrimenti...”.A noi, invece, che quei giorni li ricordiamo da spettatori e radio-ascoltatori,  rimane oggi il piacere di avere potuto raccontare un periodo “vivo” del nostro paese. Un periodo in cui al freddo bianco e nero della televisione si contrappose con piacere e con successo il calore e il colore della musica trasmessa da mille radio libere. Un periodo in cui anche le nostre giornate erano scandite dalla “musica ribelle” che “vibrava nelle ossa e entrava nella mente”. Un periodo in cui l’ora di pranzo dei santagatesi era scandita anche dalla leggerezza delle note di splendide canzoni, oltre che dai rintocchi delle campane dell’orologio della piazza.Una “musica ribelle” che passava tra i vicoli stretti del paese ed entrava nelle case, dove magari la gente, sulle note di un brano di Finardi, canticchiava spensierata: ”…Amo la radio perchè arriva dalla gente/entra nelle case/e ci parla direttamente/e se una radio è libera /ma libera veramente/mi piace ancor di più…”, mentre dai microfoni di “Radio S. Agata” un giovanissimo e bravo Vito Rosata, in arte Dj Okaj, allegramente terminava il suo programma al simpatico grido di: “…Mamme, buttate giù la pasta, che stiamo arrivando!”.
Rosario Brescia
ARTICOLO TRATTO DALLA RIVISTA QUADRIMESTRALE DI VITA E CULTURA “IL SANTAGATESE”

 

 


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