Artemisium News
20/05/2010
DALLA MAGNA CHARTA ALLA COSTITUZIONE
di Rina Di Giorgio Cavaliere

L’antichità è pervasa da una sete di dominio e di conquiste: imperialismo degli antichi. Il mondo contemporaneo sembra pervaso dal desiderio della libertà, che spesso contrasta con le mire imperialiste dei superstati. Il cammino della storia è una lunga ricerca della libertà. Già Alessandro Magno si chiedeva se dominare i popoli con la spada o con i benefici, per poi concludere: “Non dura a lungo il dominio in cui giungiamo usando la spada; eterna è invece la riconoscenza dei benefici”. Le sue imprese allargarono la conoscenza del mondo antico, perché le sue conquiste furono preparate come grandiose spedizioni esplorative, che dalla Macedonia giunsero fino all’India.
     La Magna charta libertatum fu una delle tante “carte di libertà” concesse in Europa nei secoli XII e XIII, in un periodo di debolezza delle monarchie europee. J. C. Holt in “Magna Charta” ne enumera alcune: le libertà concesse nel 1183 da Federico Barbarossa ai comuni della Lega Lombarda, le ordinanze del re Alfonso VIII di Leòn (1188), la Bolla d’oro del re Andrea II d’Ungheria (1222), il Privilegio General concesso da Pietro III d’Aragona in occasione della guerra del Vespro Siciliano nel 1282-83. La Magna Charta fu strappata al re Giovanni Senzaterra nell’anno 1215 dai baroni, che si erano ribellati al sovrano. Le clausole numero 12, 15 e 16 vietano l’imposizione di nuove tasse senza l’approvazione del Consiglio Comune. Le clausole numero 38, 39 e 40 prescrivono la presenza dei testimoni per chiamare in causa qualcuno e un legale giudizio dei pari o emesso secondo la legge, per arrestare o multare qualcuno. La clausola numero 42, molto simile all’articolo 16 della Costituzione Italiana, permette a chiunque di uscire dal regno e rientrare liberamente “sano e salvo, per terra e sulle acque”. Per più di sette secoli gli inglesi hanno esaltato questo documento come fondamento della loro libertà e la migliore tutela contro ogni arbitraria ingerenza del governo nella libertà individuale. La continua lotta sostenuta dai baroni rafforzò il potere del Parlamento e pose forti limiti al potere del re. Nel 1258 scoppiò la rivolta della classe baronale capeggiata da Simone di Montfort. Enrico VIII dovette concedere le Provvisioni di Oxford. Lo stesso Simone di Monfort nel 1265 pose le fondamenta della Camera dei Comuni. Questa fu l’origine del sistema bicamerale del Parlamento inglese. Anche il nostro Parlamento è bicamerale ed esercita il potere legislativo. L’Italia, uscita prostrata dalla seconda guerra mondiale, diveniva pacificamente e democraticamente una repubblica attraverso il “referendum istituzionale” del giugno 1946 e s’incamminava sulla strada della rinascita, elaborando una nuova e moderna Costituzione, che ricorda il sacrificio di quanti hanno combattuto e dato la propria vita per la libertà. 
       I nostri figli provengono da una generazione, che ha visto la fine di un certo modo di vivere la politica, fatta di estrema passione e dedizione. Tale disincanto, forse, ha determinato questo nuovo atteggiamento dei giovani di oggi, la cui stragrande maggioranza non ritiene importante condividere le idee politiche con gli amici o i genitori e si dichiara poco interessata alle sue problematiche. I ragazzi di questa generazione paiono propendere per un impegno politico fluttuante, che non mette in gioco identità o appartenenze, bensì interessi maggiormente legati alla vita sociale: al primo posto la disoccupazione e la precarietà, al secondo l’inquinamento e i temi ambientali, al terzo la violenza e la povertà. Non un netto rifiuto della politica, quanto una disaffezione per quella tradizionale; considerano politica fare un sit-in o aderire alla campagna di una ONG. Va sottolineato, ancora una volta, il ruolo importante che la famiglia e la scuola conservano nell’influire sugli orientamenti ideologici delle nuove generazioni. Dovremmo, noi per primi, ripartire da questi enunciati storici, dialogare con i ragazzi, per far loro capire i fatti di ieri e immergerli, subito dopo, nella dinamica esistenziale di oggi, onde prendere spunti per volgere poi lo sguardo verso quello che sarà il domani!

di Rina Di Giorgio Cavaliere

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