di Samantha Berardino
È stata la medicina energetica del dottor Raffaele D'Ettorre la protagonista del convegno di ieri pomeriggio presso il Campo sportivo San Carlo, all'interno delle manifestazioni correlate all'antica Fiera di San Pasquale, riproposta ormai da qualche anno dall'amministrazione locale di Sant'Agata di Puglia.Agopuntura auricolare, chakra della tradizione indiana e antichi insegnamenti della cultura cinese sembrano denotare una radice comune secondo Raffaele D'Ettorre, medico affiliato alla Fisa (Federazione italiana delle società di agopuntura). "Tuttavia - dice - questo metodo di cura non è certo scisso dalla medicina ma è vi collabora, tanto che nei prossimi anni probabilmente sarà interessante andare incontro ad una fusione delle due scienze".Si parte dal presupposto, spiega il medico di Carife che ogni sabato riceve pazienti anche a Sant'Agata, che la malattia non sia che un blocco energetico e che il nostro corpo sia attraversato da veri e propri condotti, detti meridiani energetici, secondo un percorso individuato dai cinesi già 5000 anni fa.Questi meridiani sono ormai riconosciuti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come fiumi che conducono l'energia a circuito chiuso nel nostro corpo, a partire da determinati organi, in cui si verificano, in determinate ore del giorno, concentrazioni massime di energia.L'idea, importata dai missionari italiani in Oriente e citata anche da Marco Polo, è nata banalmente: pungere un punto del corpo per farne uscire qualcosa.Ma perché auricoloterapia? Cosa c'entra l'orecchio?L'orecchio umano avrebbe la forma di un feto capovolto, in cui sarebbe possibile individuare dei punti che corrispondono a un relativo organo.Individuato il punto del malessere, si effettua un intervento con un ago d'acciaio, di dimensioni ridotte e molto sottile, che stimolerebbe i citati meridiani sbloccandone gli intralci per il flusso di energia.Non servono farmaci e non ci sarebbero controindicazioni. Possono essere trattati problemi osteoarticolari, cefalee, malattie funzionali e disfunzionali, coliti, depressioni reattive in fase iniziale e, in generale, dolori che non siano patologie degenerative.Dopo il convegno, precisando che si tratta comunque di un atto medico, il dottor D'Ettorre ha mostrato la modalità d'intervento ai partecipanti e le attrezzature individuando in alcuni anche i punti deboli del proprio corpo attraverso l'osservazione dell'orecchio.La serata ha fatto registrare poi il pienone con le esibizioni di balli latino-americani e choreographic team della 'Latin American Style', di Luisa e Pina Casanova di Cerignola. Le due giovani sorelle, che hanno conseguito anche il brevetto di giudici di gara, da quattro anni hanno portato anche a Sant'Agata una sezione distaccata della loro scuola di ballo lavorando con adolescenti e ragazzi e conquistando con i più grandi tra loro molte competizioni, anche a livello nazionale.Il gruppo, iscritto alla federazione italiana danza sportiva, ha raccolto applausi e consensi, ha entusiasmato genitori, amici e parenti e ha radunato anche un nutrito gruppo di Cerignola, accorso ad assistere alle esibizioni dei propri ragazzi.Oltre alla elegante esibizione dei maestri Vincenzo e Pina che hanno volteggiato sulle note di rumba e cha cha cha, i ragazzi hanno mostrato professionalità e dedizione. Applausi da urlo per l'unico maschio del gruppo, Lorenzo Colotti, davvero promettente e per la giovane Sara Fabiano, che ha dovuto assistere allo spettacolo dalla platea a causa di un infortunio.Ma non è finita qui. In seguito alle richieste dei giovani santagatesi e grazie alla disponibilità di Franco Merafina, il sabato sera in Fiera è proseguito con musica da discoteca fino a tardi. Un plauso speciale ai dj Pasquale Donofrio, Davide Zappia e Pasquale Di Giorgio che hanno splendidamente suonato e animato le danze tutta la sera.Questa sera alle ore 20 nella sala conferenze l'appuntamento è con 'Basilicata coast to coast', il film del momento, proiettato grazie a Francesco Cicolella del Circuito Cinema Cicolella. L'ingresso è totalmente gratuito.Il film di Rocco Papaleo, originario di Lauria, si svolge in uno scenario brusco e meraviglioso come quello lucano, molto affine e vicino al nostro, forse solo poco conosciuto. Un gruppo di musicisti decide di attraversare la Basilicata da costa a costa in dieci giorni, secondo percorsi alternativi per partecipare al Festival di Scanzano Jonico. Il loro sarà un viaggio di scoperta ma soprattutto di crescita interiore, tutto basato su musica, suoni, e silenzi. Tra gli interpreti Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Gassman, Paolo Briguglia, il cantautore Max Gazzè e lo stesso regista Papaleo. Splendida colonna sonora, racconto poetico e scenografie naturali davvero sorprendenti.