Quella della mamma è una delle tante feste inventate dai commercianti e dagli addetti alla pubblicità per fare girare l’economia e per guadagnare soldi a palate. Essa ci ricorda tutte le altre feste che ricorrono nell’arco dei 365 giorni che formano un anno solare. Iniziando da quella degli innamorati per finire a quella dei nonni.Non vogliamo cambiare il mondo e neanche demonizzare le feste a chiunque dedicati, ma attirare l’attenzione sul significato di queste ricorrenze. Che senso ha il regalare una mimosa alla moglie nel giorno dell’otto marzo se nei rimanenti 364 giorni dell’anno non la guardiamo con l’attenzione che lei merita? Un fiore regalato per la “festa della donna” rappresenta la “retribuzione” per un anno di sacrifici e di attenzioni per il marito? A noi pare pochino. La festa della donna dovrebbe durare 365 giorni all’anno e 366 negli anni bisestili. Un saggio proverbio santagatese recita, parola più, parola meno: una donna per salvarti, una donna per rovinarti. Un altro detto recita:”Dietro ad un grande uomo c’è sempre una grande donna”. Insomma le nostre donne meritano non una festa in un giorno stabilito dell’anno, ma la nostra giusta gratificazione e il nostro aiuto per tutto l’anno per il lavoro che svolgono in casa e fuori tutti i giorni dell’anno. A cosa mai può servire un regalo fatto alla mamma il giorno 10 maggio se poi i figli non le danno retta, aiuto, affetto e amore nei rimanenti 364 giorni dell’anno? Continuiamo pure a spendere e spandere per San Valentino, per la festa della mamma, per il papà e per i nonni, ma non cadiamo nella sindrome di Pilato: fatto il regalo, ci laviamo le mani e la coscienza e tutto scorre come prima. La cronaca quotidiana ci parla di genitori che trascorrono gli ultimi anni di vita nella Solitudine dopo avere allevato plotoni di figli (una mamma cresce sette figli, sette figli non si curano di una mamma) ed dopo avere fatto affidamento su qualcuno di loro anche con concrete donazioni. La vera festa della mamma dovrebbe essere una grande e vera “Festa della famiglia e della solidarietà tra generazioni” senza retorica, ma piena di affetto vero.
Carmine Granato