Foggia, 9 maggio 2010.
Un Foggia distratto, senza mordente e con la testa altrove si fa battere in modo perentorio (0-3) dalla Spal e vede svanire la salvezza senza passare per la lotteria dei playout. Non ci sono attenuanti per i rossoneri, incapaci per tutta la gara di tenere testa agli avversari molto più concentrati e che sono scesi allo Zaccheria convinti di far propria l’intera posta. Che la Spal fosse un’antagonista da non sottovalutare era chiaramente visibile dallo score in trasferta degli estensi. Il Foggia, evidentemente, era convinto di incontrare una compagine poco motivata e “morbida”. Così non è stato e, ad uscire sconfitta, è probabilmente la presunzione per come è stato affrontato lo scontro-salvezza. Finisce così nel peggiore dei modi l’avventura dei ragazzi di Mister Ugolotti che, proprio sul più bello, hanno mancato l’appuntamento più importante della stagione. Almeno prima della disputa degli spareggi. Peccato, davvero peccato. Ma questo, è il risultato di una stagione nata male. Errori su errori. Soprattutto quelli societari. Dapprima con l’affidamento della guida tecnica all’inesperta coppia Porta-Pecchia. Poi con una campagna acquisti a dir poco “scellerata” mascherata nelle prime giornate da qualche risultato positivo. Ma poi, come si sa i nodi vengono al pettine. E il rettangolo di gioco è l’unico giudice integerrimo che non sbaglia mai. Il Foggia è andato via via precipitando e gli unici a non accorgersene erano i vertici societari. Il patto di “ferro” con l’avvocato Fusco e i due trainer non poteva sciogliersi. A dare una ulteriore mazzata alla già precaria situazione s’è aggiunta la penalizzazione di un punto (risultato poi determinante nella graduatoria finale) e l’esclusione prima e la riammissione poi del Potenza. E’ lì che il Foggia ha praticamente gettato al vento le possibilità di salvarsi. Purtroppo, all’ultimo ostacolo i rossoneri sono inciampati malamente e, nonostante il calore del pubblico, non sono stati all’altezza della situazione. La salvezza immediata avrebbe consentito di programmare il futuro. Invece, tutto sarà rinviato a fine mese, sperando che finalmente si spazzi via il tabù che vede il Foggia sempre sconfitto nelle gare spareggio. Trasferta d’andata prima a Pescina e poi ritorno in casa. Allo Zaccheria. In queste ultime due decisive gare si gioca il futuro del club. Vietato distrarsi e vietato sbagliare. Lo 0-3 con la Spal si può perdonare ma una eventuale retrocessione sarebbe davvero imperdonabile.
Nella foto di Saverio Aprile il deludente "undici" iniziale che ha affrontato la Spal.
di Lino Mongiello