Come possiamo parlare della primavera, dei suoi colori e non ricordare la Santa Pasqua? Il simbolismo della Resurrezione fa parte del grande quadro della primavera, dove la vita si rinnova, il “rinascere alla luce”, dopo la lunga pausa buia. Anche qui, nel simbolismo dei tempi, troviamo i colori della vita: il rosa, l’azzurro, il giallo. Ogni essere vivente, che si riaffaccia alla primavera, ha come prima necessità quella di costruirsi una dimora. Simbolo di rinascita per eccellenza è l’uovo, anche della Pasqua nella versione di uovo naturale o di cioccolato. In quest’ultimo aspetto simboleggia, con la sorpresa che contiene, il senso di stupore che desta la rinascita in natura.
Non a caso, quindi, la stragrande maggioranza dei medici e degli educatori guarda alla famiglia come a un “secondo uovo interiore”, indispensabile allo sviluppo normale della prole. Nella società moderna le culture si diffondono quasi per osmosi, attraverso i mezzi di comunicazione di massa. Siamo ormai giunti a un punto in cui la critica all’istituzione famigliare non si limita più alle forme, ai modi della sua struttura e della sua realtà sociologica. Oggi si va oltre e si arriva a definire la scomparsa dell’istituto familiare, riconvertito in famiglia allargata, convivenza, coppie di fatto.
E’ evidente che certi giudizi debbano essere presi più come tentativi di indirizzare la storia verso un interessato e comodo modo di vivere, anziché un’analisi sicura e sincera della realtà. Resta comunque il dato confortante della persistenza di tanti valori e, soprattutto, resta il desiderio di ricostruire un modo nuovo di essere dell’istituto familiare; come risulta dalle analisi critiche che hanno mostrato il limite di queste ultime trasformazioni. La rapida evoluzione economica e culturale, infatti, ha permesso dei cambiamenti notevoli. Tuttavia, tanto nel caso che si guardi alle strutture di ieri o a quelle realizzatesi nel nostro tempo, il nucleo familiare rimane il più importante progetto di vita per tutti i suoi componenti.
I genitori, insieme all’impegno educativo, si sovraccaricano di altre responsabilità, tutte prioritarie e di estrema importanza, per facilitare i meccanismi mentali di apprendimento e la crescita armonica della prole. Proprio la perdita del ruolo genitoriale rischia di generare dispersività e assenza di prospettive sistematiche nei figli, soprattutto se l’atteggiamento non responsabile del genitore assume caratteri di permissivismo o di assenteismo. Forse in questa realtà è da ricercare la causa di tante difficoltà dei giovani nelle loro relazioni familiari e sociali, ma nessuna realtà è preclusa all’esperienza della fede, se credere è allearsi con Dio, creatore e liberatore dell’uomo.
di Rina Di Giorgio Cavaliere