Riceviamo e volentieri pubblichiamo
l´intervento- lettera della Professoressa Maria Antonietta Lavio ,in riferimento a ciò che avevamo ripubblicato sulle modifiche urbanistiche apportate al nostro paese Lei è una.santagatese doc che le vicende della vita hanno trapiantato” in Abruzzo.
Il nostro auspicio è che Maria Antonietta continui a parlarci dei suoi ricordi:
della storia. dell´urbanistica,del modo di vivere e della cultura di alcuni decenni fa del nostro paese.
Carmine Granato
Caro Nardino,
vorrei aggiungere qualche riflessione sull´ articolo scritto da Carmine sullo scempio delle scale nel nostro paese.
All´epoca della "trasformazione urbanistica" di Sant´Agata,tutti noi studenti Ci impegnammo per non fare arrecare un tale danno.
Questa "modifica" alla nostra bellissima Sant´Agata la vivevamo come massima offesa alla storia. Era un paese medievale,riserva di caccia di Federico 2,(delizia dell´ umanità) e tale doveva rimanere.
Volevamo le nostre scale e,soprattutto, non potevamo permettere che dei `´latifondisti´´ avessero ragione sul suo passato.
Si cominciò una lotta,combattuta soprattutto da noi giovani .Arrivammo alla provincia e anche alla regione. Non ci fu niente da fare Come al solito accade in Italia ,gli interessi dei potenti sono più forti del bene comune e,
paesaggi bellissimi o vestige possono essere messe da parte, in nome di un´´ progresso´´ inventato per pochi. Si elogiò il sindaco,Giovanni Russo e la sua
amministrazione:avevano modernizzato il paese; si poteva arrivare con le macchine al Castello, noi ,invece, fummo molto amareggiati. Il nostro paese era stato deturpato definitivamente e non si era visto oltre il bene del momento.
Con stima
Maria Antonietta Lavio