ll Governatore Mario Draghi è intervenuto al 16° Congresso degli operatori finanziari, organizzato alla Mostra d'Oltremare di Napoli da AIAF (Associazione Italiana Analisti Finanziari), ASSIOM (Associazione Italiana Operatori Mercati dei Capitali) e ATIC FOREX (The Financial Markets Association of Italy - Associazione degli Operatori Finanziari).
Dall’Intervento del Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi
Napoli, 13 febbraio 2010
La ripresa
Le tensioni sui mercati finanziari internazionali si sono notevolmente allentate rispetto a un anno fa: le banche sono tornate a raccogliere fondi e hanno effettuato in diversi casi importanti aumenti di capitale; gli abbattimenti di
poste dell’attivo sono minori. Nelle ultime settimane è tuttavia aumentata la volatilità sui mercati.
Una ripresa dell’economia mondiale è in corso, ma in modo difforme nelle diverse aree. Nelle previsioni degli organismi internazionali e degli analisti privati, quest’anno Cina, India e Brasile tornerebbero agli alti tassi di sviluppo pre-crisi; non così le economie avanzate, la cui crescita rimarrebbe modesta, anche nel confronto con precedenti esperienze di uscita da fasi recessive. Le quotazioni del petrolio e delle altre materie di base sono risalite. Ciò nonostante, l’inflazione rimane frenata dagli ampi margini di capacità produttiva inutilizzata;
nell’area dell’euro essa si porterebbe nei prossimi mesi su livelli di poco superiori a quelli registrati in gennaio; resterebbe moderata anche nell’orizzonte di medio periodo.
Il ritorno alla crescita è ancora fragile, segnatamente nell’area dell’euro.
L’occupazione tarda a riprendersi. Le condizioni del credito alle piccole e medie imprese, tuttora stringenti, frenano la ripresa.
In Italia lo scorso anno il prodotto è diminuito di quasi il 5 per cento. Se ne prevede un recupero lento, con ampie incertezze legate in particolare agli andamenti del ciclo internazionale e alle condizioni del mercato del lavoro. Per molte nostre imprese si sono aggravate difficoltà strutturali preesistenti; altre possono profittare dei cambiamenti di mercato indotti dalla crisi per accrescere il
vantaggio competitivo. La domanda interna rimane debole.
Alla fine dello scorso anno vi erano in Italia oltre 600.000 occupati in meno rispetto al massimo del luglio 2008. La quota di popolazione potenzialmente attiva che è al momento forzatamente inoperosa è elevata e crescente. Finché la flessione dell’occupazione non s’inverte permane il rischio di ripercussioni sui consumi, quindi sul prodotto.
Il Testo dell’ìntervento è reperibile nel sito della Banca d’Italia.