Qualche anno fa sono stato invitato alla commemorazione in ricordo di una famiglia, sterminata nella Repubblica Democratica del Congo, ex Zaire, che si teneva in una parrocchia lombarda, tra Milano e Varese. Conoscevo bene questa famigliola che era stata anche gradita ospite e amica della mia famiglia.
Non parlo qui del ricordo commemorativo o della strage di queste persone, tra cui perirono il papa’, due figlioli, alcuni amici e la mamma rimase gravemente ferita e paralizzata.
Alla messa commemorativa che viene organizzata annualmente erano presenti numerosi fedeli ed amici di questa famiglia. La chiesa era completamente piena. Condecoravano la messa anche una corale e dei gruppi africani in costume.
Al momento delle offerte ho notato che pochissimi fedeli davano il loro obolo nell’apposito recipiente, forse 1-2 persone per ogni fila di doppi banchi.
A fine cerimonia, per un caso fortuito, mi sono trovato di fianco al parroco e gli ho manifestato la mia meraviglia sull’avarizia dei suoi parrocchiani. Per la precisione diro’ che la località in oggetto non appartiene al mondo rurale, ma si tratta di una cittadina dalle caratteristiche commerciali e industriali.
“ Vede-mi dice il parroco-qui la gente pensa che, facendo l’offerta, debba pagare la messa. Per loro è un obbligo non dovuto! Questa è la loro mentalità. “
“ Allora-rispondo io-se hanno questo modo di pensare, lei deve fare loro un discorso diverso. Se si entra in un qualsiasi locale, si occupano dei posti, si vedono opere d’arte, si odono canti e musica e si vede un qualsiasi tipo di spettacolo, come potrebbe essere anche una messa, allora viene logico pensare che qualcuno deve pur pagare questa specie di spettacolo. Se non vogliamo pensare a una manifestazione religiosa, dobbiamo almeno tener conto che se fosse uno spettacolo
dovremmo sborsare almeno 10-20 euri per volta. Se non vogliamo contribuire almeno con la metà di questa somma, allunghiamo almeno un euretto nell’apposito recipiente. E’ il minimo che si puo’ e si deve dare! “
Enzo 6616 Losone ( CH ) 20 gennaio 2010.
Spero che questo episodio possa essere di riferimento anche a tanti utenti del vostro sito di SnM. Ho letto lo scorso mese di dicembre l’editoriale di Massimo, in cui si lamentava delle poche risorse che avete per far funzionare la vostra organizzazione. E’ inconcepibile che i soci sono pochi e quasi tutti parenti. Cosa fanno tutti quelli che scrivono, leggono i vostri messaggi, partecipano alle vostre manifestazioni ecc.? Sono come i parrocchiani della parrocchia che ho descritto sopra. Pensano che tutto è dovuto e niente o poco si deve dare.
Allora, amici e lettori di SnM diamoci una mossa e aiutiamo Massimo, Nardino e tutti i collaboratori che ci fanno sentire e gustare S. Agata come se non ci fossimo mai allontanati dal paese. Se daremmo almeno 10 cts supplementari per ogni messaggio che inviamo, sarebbe un aiuto supplementare gradito. Grazie Enzo