Riceviamo e volentieri pubblichiamo
È passato un anno dall'approvazione dello "Small Business Act" (SBA), la prima legge organica per le piccole imprese a livello UE, e il primo rapporto d'attuazione appena pubblicato (http://ec.europa.eu/enterprise/policies/sme/small-business-act/) mette in evidenza i progressi fatti nei 27 Paesi e la strada che resta da percorrere. L'ambizioso testo che realizza il principio "Pensare anzitutto in piccolo", cioè alla piccola impresa, nella gestione delle politiche e degli strumenti tanto a livello europeo quanto nei singoli Stati è di particolare rilevanza per l'Italia e la sua struttura produttiva, storicamente fondata sulla piccola impresa. Nel nostro Paese si trova infatti il più alto numero di imprese di tutta l'UE (circa 4 milioni su 23), con una forte incidenza sull'occupazione: l'81% dei lavoratori sono occupati nelle PMI, e la metà del totale in imprese con meno di dieci dipendenti. Il 71% del valore aggiunto sul totale delle imprese italiane è prodotto dalle medie e piccole.
In seguito alla crisi sono state semplificate le regole dell'UE sugli aiuti pubblici, attraverso il regolamento globale d'esenzione per categoria. Prestiti e finanziamenti della Banca europea per gli investimenti sono aumentati a 11 miliardi e mezzo di euro nel 2009, inoltre sono state approvate norme sui ritardi dei pagamenti oltre la data di scadenza delle fatture: in diversi Paesi il limite è stato fissato a 30 giorni (in Francia ad esempio, mentre in Gran Bretagna
Una lunga e completa serie di buone prassi sono elencate dal rapporto in diverse aree relative allo Small Business Act: dall'accesso al credito, all'apertura del mercato al settore dei servizi, allo stimolo all'imprenditorialità, attraverso, ad esempio, il nuovo programma europeo "Erasmus per i giovani imprenditori". Nuove forme di garanzia e controgaranzia sono state introdotte in quasi tutti i Paesi, Italia compresa, per facilitare l'accesso al credito che, nel quadro di crisi, rappresenta il vero scoglio da superare per le piccole imprese.
L'Italia ha puntato molto anche sull'internazionalizzazione delle PMI e in quest'area rientra nel gruppo di Paesi che hanno maggiormente rinforzato gli aiuti pubblici per la promozione ed il finanziamento delle esportazioni. La nomina di Antonio Tajani a Vicepresidente della Commissione europea e responsabile del portafoglio industria e imprese, che diventerà operativa a inizio febbraio, dovrebbe aiutare a portare la dimensione della piccola e media impresa al centro dell'attenzione delle politiche europee, con un occhio particolare rivolto al modello italiano.
Matteo Fornara
Rappresentanza a Milano della Commissione Europea
12 gennaio 2010