I primi dieci anni di questo millennio e quindi di questo secolo non sono stati felici per
l’umanità. Il primo grave attentato che gli Stati Uniti d’America hanno subito in casa e
che ha visto le Torri Gemelle sgretolarsi come un castello di sabbia è l’emblema di questo
decennio che si chiude. E si chiude in maniera poco allegra perché la crisi economica planetaria
che ci ha colpito tutti non è ancora finita e il terrorismo internazionale si fa sentire sia pure con
episodi apparentemente marginale, ma che rappresentano un campanello d’allarme.
Le guerre in questo decennio ci hanno fatto sentire tutti un po’ meno sicuri e troppe persone hanno
perduto la vita in qualità di vittime civili o di combattenti di una guerra che essi mai avrebbero
dichiarato a nessuno. Pensiamo in particolare a tantissimi bambini che sono rimasti senza genitori
o a tante famiglie che hanno perduto tutto.
Un pensiero particolare lo rivolgiamo a quelle popolazioni che in Africa sono in guerra tra l’indifferenza generale delle grandi potenze e della stampa internazionale.
Il terremoto e le alluvioni non sono mancati e hanno rovinato raccolti e famiglie.
La solidarietà per fortuna non è mancata anche perché noi italiani abbiamo tanti difetti, ma nel
momento del bisogno sappiamo essere generosi con il prossimo.
L’ultima frazione di quest’anno è stata funestata anche dagli episodi gravi di cui sono stati protagonisti il presidente del consiglio, il papa ed un cardinale. Insomma il 2009 non è un anno da
ricordare con gioia, ma un anno caratterizzato da avvenimenti e circostanze che ci devono
condurre alla riflessione.
La crisi economica ha fatto molte “vittime”: molti lavoratori sono stati licenziati; moltissimi
lavoratori sono in cassa integrazione e non sono alle viste grandi riprese economiche e grandi
assunzioni; moltissimi giovani dal sud sono emigrati per il Nord Italia o per l’estero alla ricerca di
un lavoro; anche al Nord la crisi punge e molti giovani non trovano lavoro mentre la cassa integrazione riesce a tenere a galla tante famiglie italiane.
Per fortuna in molte famiglie ci sono i nonni che oggi sono il vero “stato sociale” per tante
giovani coppie che altrimenti non saprebbero come sopravvivere. Sempre più spesso si vedono
nonni e nonne che spingono passeggini di nipoti che in tempi felici erano affidati a studentesse
che si guadagnavano da vivere assistendo e curando i bambini altrui.
Si risparmia dove si può, ma si sta mettendo mano anche a tanti gruzzoletti messi da parte
per i tempi di magra. E i tempi di magra non si sono fatti attendere.
L’augurio per tutti è che il prossimo anno sia migliore di quello passato. Lo diceva anche il venditore di almanacchi di leopardiana memoria, ma noi lo dobbiamo dire con più forza
perché abbiamo anche la possibilità di dare una mano affinché le cosa vadano meglio per tutti.
Ma bisogna anche volerlo e forse bisogna anche sapere rinunciare ad una fettina dei nostri privilegi
a vantaggio dei nostri fratelli che ci sono prossimi, ma veramente prossimi.
Auguri, auguri, auguri.
Carmine Granato
31 dicembre 2009