22/12/2009
NOTTE SANTA
di Rina Di Giorgio Cavaliere

Dai piccoli impegni quotidiani ai grandi momenti della nostra esistenza le mamme sono sempre pronte al nostro fianco, per ascoltarci e guidarci lungo i sentieri della vita. Maggiormente in Africa nella cui cultura il corpo esprime la relazione, che coinvolge l’individuo nella sua interezza. Un corpo sano è lo specchio della persona che intrattiene buone relazioni, un corpo malato è il riflesso di una persona le cui relazioni sono perturbate. La mamma della piccola Atim era certamente giovane e sana. La piccola passava molto del suo tempo sul dorso della mamma, finendo con lo stabilire un intenso dialogo corporale. La accompagnava di buon grado al lavoro nei campi e al mercato, sballottata, scossa, sotto il sole o sotto la pioggia alcune volte dormendo, altre con gli occhi spalancati sulle realtà che la circondavano.
Rinchiusa nelle fasce strettamente intrecciate, nelle esperienze che faceva del proprio corpo, godeva di una grande sensazione di sicurezza; mentre la mamma, quando riprendeva le normali occupazioni, dipendeva in modo limitato dalla presenza della figlia portata a mo’ di zaino sulle sue spalle. Dalla nascita Atim aveva dormito sulla stessa stuoia della mamma, creando una sorgente di equilibrio personale, che facilitava la sua crescita. La piccola temeva, però, il momento della separazione, avendo quasi due anni; si era soprattutto abituata a una situazione di dipendenza totale, perché sentiva di non essere al sicuro al di fuori dell’intenso rapporto protettivo.
Quella sera del 24 dicembre si recava, con altri gruppi di famiglie presso l’oratorio dei padri missionari per una funzione religiosa unica. La sua mamma le aveva ripetuto più volte che sarebbero andati in quella notte santa a salutare “il Re dei re” e l’ansia dell’incontro cresceva di ora in ora. Finalmente entrarono in chiesa e, in una grotta illuminata, vide un bambino che sorrideva con tutto il suo essere proteso in un abbraccio universale. Il “Re dei re” era un bambino, un bambino piccolo e indifeso proprio come lei. Anche Atim spalancò le sue braccia con un sorriso, per salutare il mondo!
di Rina Di Giorgio Cavaliere