Artemisium News
20/12/2009
TROPPO FRTE IL VERONA PER IL PICCOLO FOGGIA
di Lino Mongiello

Foggia, 20 dicembre 2009. 
Nulla da fare per il Foggia contro la capolista. Troppo evidente il divario tra le due compagini e la sconfitta è inevitabile. Il Verona, corsaro allo Zaccheria dopo ben settantatre anni,  conquista i tre punti senza sofferenza alcuna e impietosamente spedisce i rossoneri nel baratro della classifica. Senza storia la gara. Il Verona l’ha dominata dal primo all’ultimo minuto giocando al tiro al bersaglio. Solo la gran giornata di Bindi e la scarsa precisione sotto porta degli attaccanti veneti ha impedito che il passivo diventasse più pesante. Alla fine fischi impietosi per i rossoneri, ma occorre convincersi che con questi pseudo-calciatori, di più non si può fare. E, considerata anche la situazione societaria al limite del collasso non c’è da stare allegri. Il rischio chiusura del calcio a Foggia è altissimo. Nel Foggia due le variazioni nello schieramento rispetto alla gara precedente. L’infortunato Trezzi e lo squalificato Salgado sono rimpiazzati rispettivamente da Velardi e Ferrari. In casa gialloblu Mister Remondina non ha problemi di formazione e conferma l’undici di Portogruaro. Per il Foggia, privo della punta di “diamante” Salgado, è un impresa far gol al Verona che finora non ha subito gol nelle gare esterne. Nel consueto 4-2-3-1 l’unica punta è Ferrari. Intanto Porta e Pecchia devono subito rinunciare a Colomba per infortunio e viene sostituito da Quadrini. La conferma che il Verona è la miglior squadra del torneo emerge in  modo lampante allo Zaccheria. Gli uomini a disposizione di Remondina sono di primissimo livello e la differenza tecnica tra le due compagini è sotto gli occhi di tutti. Anche nella conduzione tecnica della squadra. Porta e Pecchia hanno sottovalutato la capolista (o sopravvalutato le proprie risorse umane a disposizione) e lasciato a centrocampo in balìa degli avversari i “poveri” Velardi e D’Amico. Di conseguenza la maggior compattezza dei veneti oltre al maggior tasso tecnico e al più rilevante senso tattico non poteva che dar luogo al Verona-show. Dopo le iniziali fasi di studio in cui è il Foggia a farsi notare (al 6’ tiro di D’Amico parato da Rafael e lo sfiorato clamoroso autogol sull’errato disimpegno di Anselmi) il Verona sale in cattedra, dà lezione di calcio e sfiora ripetutamente la marcatura del vantaggio. Pensalfini (19’), su servizio di Berrettoni, spedisce alto in curva. Poi sono Farias e Colombo (25’) a non approfittare della corta respinta di Bindi sul tiro non irresistibile di Berrettoni. Lo stesso Berrettoni, un minuto dopo, sbaglia il diagonale da buona posizione. A furia di insistere il Verona passa. Ad agevolargli il compito è però il Foggia che lascia troppa libertà agli avversari e non li pressa adeguatamente. Così Goretti non chiude su Berrettoni che ha il tempo di crossare per l’accorrente Colombo (29’) il cui tocco è decisivo e  Bindi non può far altro che raccogliere la sfera in rete. Il Foggia cerca di reagire ma non riesce ad impensierire la retroguardia veneta sia per la lentezza dei suo attaccanti sia perché Mancino (35’) e Quadrini (44’) da buona posizione non inquadrano la porta. Anzi è il Verona a sfiorare il raddoppio con Anselmi (36’) di testa a sfiorare il palo. Nella ripresa la musica non cambia. Il Foggia non riesce ad effettuare due-tre passaggi di fila e ciò favorisce il Verona che non soffre in difesa ed anzi ha la possibilità di ripartire con veloci azioni di rimessa. E’ Bindi ad evitare il colpo del definitivo ko negando prima la gioia del raddoppio a Colombo (12’) e poi con un prodigioso colpo di reni sale in cielo a deviare il pallonetto a colpo sicuro di Berrettoni (17’). Anche il neo entrato Ciotola (22’ e 23’) ha a disposizione il match-ball ma le fallisce entrambi. Il Foggia ? Sbaglia tutto. Anche le cose più semplici. Nel frattempo i due tecnici tentano la carta Caraccio (al posto dell’inconsistente Quadrini) ma l’intensità della gara è la stessa. Il Verona continua a dominare in lungo e in largo senza ricorrere a prestazioni diverse dall’ordinaria amministrazione. Solo la casualità (deviazione di un difensore sul cross di Di Roberto) consente a Micco (29’) di trovarsi a pochi metri da Rafael ma calcia alle “stelle”. L’assolo di Ferrari (29’) e la successiva bordata fa scaldare i guanti all’infreddolito Rafael, bravo a deviare in angolo. Mister Remondina non vuol correre il minimo rischio e inserisce Gomez e Garzon per garantire maggior freschezza atletica e più filtro a centrocampo. E’ la mossa del definitivo scacco matto e il Verona sale in Paradiso e il Foggia ripiomba all’inferno.
FOGGIA – VERONA  0 - 1
Marcatori: 29’ p.t. Colombo.
Foggia (4-2-3-1): Bindi 7, Carbone 6, Micco 6, Velardi 6.5,  Burzigotti 5, Goretti 5, Di Roberto 5, Colomba s.v. (18’ p.t. Quadrini 5, dal 14’ s.t. Caraccio 5), Ferrari 5, Mancino 5, D’Amico 5. A disposizione: Milan, Torta, Sgambato, Tarantino, Cuomo. All. Porta 4.
Verona (4-4-2): Rafael 6, Cangi 6, Pugliese 6.5, Esposito 6.5, Ceccarelli 6.5, Anselmi 6,  Farias 6 (21’ s.t. Ciotola 5), Russo 6, Colombo 6.5 (27’ s.t. Gomez 5.5), Pensalvini 6.5, Berrettoni 7 (36’ s.t. Garzon s.v.). A disposizione: Ingrassia, Comazzi, Campagna, Rantier. All. Remondina 6.5.  
Arbitro:  Gallo Michele di Barcellona Pozzo di Gotto 5.
1°Ass.:  Parisse Antonio di Avezzano 5.
2°Ass.:  Mascherano Emiliano di Latina 5.
Note: Giornata fredda e temperatura rigida. Terreno pesante. Spettatori paganti 2.438 (in curva nord presenti duecento tifosi veneti), per un incasso complessivo di €. 22.528,00. Ammoniti: Carbone (F), Gomez (R). Angoli 5 – 4  per il Foggia. Recuperi  p.t. 3’ e s.t. 4’.
(nella foto una delle poche azioni di Ferrari)

 

di Lino Mongiello

 

 

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