Durante il convegno organizzato da Gal Meridaunia a Troia, l’assessore regionale alla Solidarietà pone l’accento sulla necessità di creare servizi di infrastrutturazione sociale nell’area del Subappennino: “Solo così queste terre potranno rivivere” Tratto da www.ilgrecale.it
Troia - “I Comuni più piccoli devono abbandonare le logiche di campanile e unire le loro forze in un Consorzio per far valere di più le loro prerogative”. Intervenendo al convegno “Il nuovo Welfare dei Monti Dauni”, tenutosi nell’aula consiliare del Comune di Troia, l’assessore regionale alla Solidarietà, Elena Gentile, ha espresso a chiare lettere la sua posizione sulla situazione socio-economica dei piccoli centri del Subappennino Dauno, un territorio troppo spesso dimenticato dalle istituzioni regionali e nazionali. L’occasione per affrontare il tema è stata data dalla presentazione del "Libro Bianco dei bisogni e dei servizi socio-assistenziali", una ricerca nel settore dei servizi sociali condotta dal Gal Meridaunia, che riunisce i sedici comuni del Subappennino meridionale, finanziata dal PIC Leader Plus - Piano di Sviluppo Meridaunia. Un lavoro, quello dell’agenzia di sviluppo, che mette in luce i bisogni della popolazione e le azioni da condurre a favore delle fasce più deboli. “L’esperienza condotta in questi anni dagli ambiti di zona nel sociale è stata positiva – ha detto l’assessore – ma se vogliamo fare un salto di qualità dobbiamo ripensare la programmazione, che deve essere triennale. Non si può cambiare le carte in tavola ogni anno, bisogna dare continuità al lavoro dei soggetti operanti nel sociale. Ciò può favorire accordi di programma che abbiano davvero un senso”. Gentile, nel riconoscere il notevole lavoro svolto dal Gal Meridaunia, ha però sottolineato come uno dei problemi storici dei Monti Dauni e più in generale della Capitanata sia la mancanza di una sinergia tra istituzioni, imprenditoria e gruppi operanti a vario titolo nel sociale: “Siamo indietro rispetto a quanto sono riuscite a fare le province di Bari e Lecce nel privato sociale”: Per quanto riguarda i Monti Dauni, ha aggiunto, “sappiamo tutti che queste zone, da decenni, per vari motivi si stanno spopolando e che cresce soltanto la fascia degli ultra 65enni. Dunque, negli ultimi anni, le risorse finanziarie a disposizione sono state indirizzate in particolar modo alla terza età. Al tempo stesso, sappiamo che questo territorio ha enormi potenzialità. Solo sfruttandole, si può consentire ai piccoli comuni di svilupparsi economicamente e dotarsi dei servizi necessari per far rivivere questa terra. Per fare un esempio, se questa zona crescerà, ci saranno più giovani famiglie che rimarranno a vivere a Troia piuttosto che a Delicato. Insomma, dobbiamo pensare ora all’infrastrutturazione sociale, non quando sarà tardi”. L’assessore, infine, si è detta contraria ai finanziamenti a pioggia. Il più delle volte inutili. “Molti dei progetti presentati alla Regione sono incoerenti ed irrazionali. Troppe volte è capitato che i fondi destinati allo sviluppo economico di queste aree venissero successivamente convogliati altrove o utilizzati per iniziative discutibili. E chi doveva vigilare non ha vigilato”.