Ho seguito nel nostro sito la spedizione santagatese a New York per la partecipazione alla maratona da parte di Tonino Lanzillotti e dell’accompagnatore e organizzatore Gino Magnisio.
Non so chi li abbia sponsorizzati e né se sia stato sponsorizzato con denaro pubblico o privato, ma so per certo quanto la partecipazione ad un evento del genere sia
importante per un paese piccolo come Sant’Agata, che a me piace chiamare “paesello” perché in questi diminutivo c’è tutto l’affetto e la nostalgia per “l’idea” di Sant’Agata.
Mi spiego: nostalgia per l’idea di Sant’Agata vuol dire che si pensa all’epoca in cui si viveva a Sant’Agata; si pensa all’infanzia, all’adolescenza, alla gioventù, al paesaggio e all’urbanistica stravolti nel corso dei decenni passati.
A volte il ritorno sia pure momentaneo o di pochi giorni o di poche settimane riserva amare o piacevoli sorprese perché il tempo fugge e rimpiangere
sterile esercizio retorico e per qualcuno un po’ melanconico.
Sant’Agata è cambiata moltissimo; secondo alcuni è cambiata in meglio, secondo altri è cambiata in peggio, ma una sola cosa nel nostro paesello non cambierà mai, mai, mai.
Sto parlando del gusto della polemica fine a sé stessa. Questo sentimento poco nobile fa parte del patrimonio genetico di una certa santagatesità e spesso denota una invidia profonda e inguaribile che è propria dei mediocri che non prendono mai iniziative, ma
criticano tutto e tutti e soprattutto lo fanno in maniera anonima tirando il sasso e nascondendo la mano.
La gente che vive guardando sempre nel piatto degli altri ha dei problemi personali che non riesce a nascondere e quindi tende a scaricare sugli altri le proprie frustrazioni ed i propri fallimenti.
Per fortuna in Italia ognuno può esprimere liberamente il proprio pensiero e quindi ben vengano anche le critiche.
Per favore, abbiate almeno il coraggio di firmare le vostre invettive, che possono avere anche un fondo di verità, ma che perdono forza e credibilità perché sono anonime.
In tutta questa circostanza il nostro sito ed i suoi validissimi collaboratori hanno solamente messo a disposizione sé stessi al servizio di Sant’Agata e dei santagatesi
che per cercare lavoro altrove se ne sono allontanati con la morte nel cuore.
Carmine Granato