Leggendo della multa rimediata dalla signora che getta i fazzoletti dai vetri aperti della sua automobile mi è venuto in mente un episodio che vi riporto brevemente.
Durante qualcuno dei miei anni di insegnamento mi è capitata anche la sciagura di fare le veci del Preside a furor di popolo docente.
E proprio nelle vesti di vicepreside sono andato a scuola una mattina ed ho notato due bidelle che in orario di servizio lavoravano ai ferri per preparare un bellissimo maglione per i rispettivi mariti.
Usavano delle bellissime lane colorate e cercavano di imitare i maglioni di un noto stilista che non nomino perché è già ricco e non ha bisogno di pubblicità gratuita.
La loro postazione era accanto all’ufficio di presidenza, ma la circostanza per loro era del tutto ininfluente. Al mio arrivo hanno bofonchiato un “ n’ giorno” ed hanno continuato a sferruzzare
perché così erano abituate.
Prima di entrare in ufficio ho dato uno sguardo al corridio ed ho notato che esso era “abbellito”
da “gatti” di polvere piuttosto gonfia che denotava una pulizia non molto frequente.
Mi sono avvicinato alle bidelle ed ho chiesto loro se avevano piacere di invitarmi a pranzo a casa loro. Naturalmente in coro mi hanno risposto:”Quando vuole, professore”. Ed io di rimando:”Cosa mi dite se dopo avere mangiato e bevuto a casa vostra faccio la pipì in sala da pranzo??”.
La più sveglia delle due mi ha detto:”Professore qual è la morale di questa tavoletta??”.
La morale della tavoletta?
La scuola dà un servizio pubblico a chi ne ha diritto; questo servizio è assicurato dal personale
che ci lavora con uno stipendio decoroso e non è tollerabile che la scuola sia sporca perché si manca di rispetto a chi ci lavora, a chi viene a frequentare le lezioni e si froda anche lo Stato se si lavora per sé durante il servizio.
Sono entrato in ufficio a svolgere il mio lavoro e dopo una quarantina di minuti sono stato invitato dalle due bidelle a dare uno sguardo al corridoio che era tornato pulito e lucidato come sempre dovrebbe essere. Fine della storiella realmente accaduta.
Domanda: è difficile capire che la nostra città è di tutti e che sporcarla è un insulto a chi la sporca e a chi è costretto a vivere o a passare attraverso le vie di un paese sporco e disordinato??
Carmine Granato
A.A.A.A. Cercansi lavoratrici e lavoratori
Con i tempi che corrono non è facile sentire dire dai datori di lavoro che non hanno la possibilità di lavorare perché non trovano lavoratrici e lavoratori disposti a rimboccarsi le maniche.
Eppure a Padova succede che nell’industria della moda non è per niente facile trovare manodopera idonea a lavorare in questo settore che pare non conoscere crisi.
Anche nel ricco NordEst la crisi morde eccome, ma evidentemente ci sono ancora delle nicchie che fanno eccezione e una di queste è rappresentata dal settore Moda.
Che fare?
Chi crede di avere preparazione e capacità di lavorare in questo settore ci scriva e noi invieremo sicuramente una risposta almeno orientativa.
Carmine Granato