Artemisium News
11/10/2009
IL COSENZA AFFONDA IL FOGGIA : 4 - 0
Quarta sconfitta consecutiva con tredici gol subiti e prestazione deludente. Foggia a picco
di Lino Mongiello

Cosenza, 11 ottobre 2009. 
U.S. Foggia ormai in caduta libera. Quattro gol sul groppone al San Vito di Cosenza manda i satanelli all’inferno. La quarta sconfitta consecutiva con tredici gol subiti li conferma in terz’ultima posizione di classifica. Ma il baratro è li poco distante. Solo le concomitanti sconfitte di Andria e Potenza rendono la giornata meno pesante. Anche il Cosenza, che prima di incontrare i rossoneri aveva realizzato un solo gol, ha beneficiato della banda del “buco” ospite quadruplicando in un solo colpo il bottino. E se fino a questo momento nessuno s’era permesso di esprimere giudizi pesanti, stavolta è il caso di dire davvero di fare tutti le valigie: società, tecnici e calciatori. Meglio chiuderla qui che rimediare schiaffi e sberleffi dappertutto, in casa e fuori. Basta. Il popolo rossonero non ne può più. Nel Foggia è emergenza in attacco. Salgado è out per squalifica e Ferrari è infortunato. L’unica punta abile ed arruolata è il baby Compierchio. Alle sue spalle agiscono Di Roberto, Mancino e Quadrini. In panchina si rivede persino “l’infortunato” Mattioli. A centrocampo si ricompone la coppia D’Amico-Velardi. La difesa è praticamente la stessa di sette giorni prima, a protezione del confermato Milan. Il Foggia sin dall’avvio è visibilmente contratto. Il Cosenza, invece, si presenta abbastanza pimpante e determinato. E non ci vuole molto per avere la meglio sul derelitto Foggia. Porchia (11’) fa le prove su calcio di punizione deviato in extremis da Milan. Poi Biancolino taglia la difesa rossonera a metà e serve Scotto (16’) che si inserisce con estrema facilità tra i centrali ospiti e batte in uscita Milan. Poco più di dieci minuti e la gara per il Foggia è tutta in salita. Porchia (22’) ritenta su calcio da fermo ma la sfera supera di poco la traversa. La reazione del Foggia ? Inesistente e inconsistente. L’unico tentativo di Velardi (23’) dal limite dell’area finisce alle “stelle”. Il Cosenza, rispetto ai rossoneri è “stratosferico” ed estremamente punitivo. Porchia (28’) dopo due tentativi su calci piazzati falliti d’un soffio, al terzo fa centro. Per il Foggia è notte fonda. Ancora una volta i satanelli riescono nell’impresa di risolvere le crisi altrui. La prestazione dei rossoneri è imbarazzante, priva della minima reazione d’orgoglio. Le distanze tra i reparti sono sempre più evidenti e anche dal punto di vista delle individualità, oltre ai limiti tecnici, manca la coralità. Ognuno gioca per proprio conto. Ma non è una novità. La formazione di Porta e Pecchia, è partita con la bandiera bianca della resa, forse consapevole dei propri limiti. Il Cosenza non deve far nulla per amministrare la gara. Anzi quando preme sull’acceleratore sono guai per gli ospiti. E al 44’ i calabresi decidono di fare il tris. Caccavallo si infila nell’area rossonera come una lama nel burro e calcia a rete. Milan respinge come può e “pitone” Biancolino s’avventa sulla sfera, gonfia la rete e chiude la gara nel risultato ma forse non ancora nel punteggio. Seppellito da tre gol e con il morale sempre di più sotto i tacchi termina la via crucis della prima frazione. Nel secondo tempo i tecnici ospiti inseriscono Goretti e Trezzi per Cuomo e Compierchio. Il Cosenza, pago del 3-0, rallenta la sua azione lasciando in mano l’iniziativa ai rossoneri. L’unica palla gol per il Foggia la procura Quadrini per Di Roberto (5’) che però non riesce a mettere alle spalle di Pinzan. Intanto anche Pecchia mostra evidenti segnali di scarso “equilibrio” e si fa espellere (8’) per inutili proteste nei confronti dell’arbitro. Il Cosenza si porta timidamente in avanti e alla prima occasione mette giù il poker. Su una corta respinta della difesa ospite Scotto (16’) realizza la sua doppietta personale. I tifosi calabresi sono al settimo cielo, quelli foggiani nello sconforto totale. Ma non fa niente. La società non vuole più saperne di investire, convinta di continuare con i due tecnici e con la  rosa messa a loro disposizione, reinserendo persino nei quadri dirigenziali il principale responsabile di questa incresciosa situazione, l’Avv. Fusco. Complimenti. Quindi, cari tifosi, in mancanza di una inversione di tendenza, abituiamoci all’idea di una retrocessione quasi certa. Ed è inutile anche contestare. La minestra, purtroppo, è questa. Indigesta e amara da ingoiare. 
COSENZA - FOGGIA  4 - 0 
Marcatori: 16’ p.t. Scotto, 28’ Porchia, 44’ Brancolino, 16’ s.t. Scotto
Cosenza (4-3-1-2): Pinzan 6, Musca 6, Maggiolini 6.5 (30’ s.t. Chianello 6), Di Bari 6, Giardina 6, Porchia 6.5, Bernardi 6, Roselli 6, Biancolino 6 (12’ s.t. Mortelliti 6), Caccavallo 7, Scotto 7 (23’ s.t. Danti 6.5). A disposizione: Ameltonis, Ungaro, Olivieri, Ceccarelli. All. Toscano 6.5. 
Foggia (4-2-3-1): Milan 4, Torta 4, D’Agostino 4, D’Amico 4, Burzigotti 4, Cuomo 4 (1’ s.t. Goretti 4), Di Roberto 4, Velardi 4, Compierchio 4 (1’ s.t. Trezzi 4), Mancino 4 (26’ s.t. Mattioli 4), Quadrini 4. A disposizione: Bindi, Sgambato, Colomba, Tarantino. All. Porta 2.
Arbitro:  Merchiori Filippo di Ferrara 6.
1°Ass.:  Masuccio Liberato di Ariano Irpino 6.
2°Ass.:  Lotierzo Michele di Napoli 6.
Note: Giornata primaverile. Terreno in buone condizioni. Spettatori 3.000 circa (duecento i tifosi rossoneri). Ammoniti: Maggiolini, Brancolino, Musca (C),  Torta, Trezzi (F). Espulso Pecchia al 9’ s.t. per protesta. Angoli 5 –  4 per il Foggia. Recuperi  p.t. 2’ e s.t. 2’.(nella foto alcuni dei soci rossoneri)
di Lino Mongiello

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