Prima dello sciagurato abbattimento del Vecchio Municipio di Sant’Agata, il Circolo Operaio era in Piazza ed era il Salotto buono degli operai santagatesi. Aveva un bel tavolo grande collocato al centro di una sala riservata alla lettura ed alla conversazione dei soci che numerosi lo affollavano.
Alle pareti erano accostati dei lunghi divanetti di colore verde.
In fondo al Circolo si trovava una sala riservata al gioco delle carte. Naturalmente un televisore faceva bella mostra di sé ed era molto ascoltato soprattutto durante il telegiornale dell’unico canale televisivo esistente. Erano gli anni cinquanta dello scorso secolo.
In qualità di figlio di socio avevo un mezzo diritto di frequentare il Circolo. Dico mezzo diritto perché pur non essendo scritto da nessuna parte i figli dei soci erano “tollerati”.
Naturalmente non entravo al Circolo per giocare a carte, ma per leggere i giornali che erano sul tavolo grande. Ricordo
Naturalmente sul tavolo si trovava
Entravo al Circolo nelle ore di bassa frequentazione in maniera da leggere indisturbato e avidamente i giornali quotidiani e anche
Paolo Cannone era il bidello del Circolo e a volte faceva il burbero con me, ma lo faceva quando
era presente qualche socio che non vedeva di buon occhio la presenza dei figli dei soci o dei non soci.
Mi sento debitore verso il Circolo Operaio di Sant’Agata perché esso era la mia edicola gratuita
e anche il luogo che mi permetteva di ascoltare le conversazioni degli adulti.
Il Circolo nato come luogo ricreativo rivestiva quindi una funzione di luogo di cultura e di scambio di idee per gli operai e per gli artigiani del nostro paese.
Con molto piacere ho visto che il Circolo continua a vivere e ad onorare i soci che tornano alla Casa del Signore e sono grato ad Angelo che in occasione del funerale di mio padre ha portato la bandiera listata a lutto del glorioso Circolo Operaio di Sant’Agata.
Carmine Granato