Artemisium News
23/09/2009
RESOCONTO DELL'ESTATE SANTAGATESE
di Mariagrazia Bonuomo

Il turismo 
Quest’anno secondo molti c’è stata un’affluenza di gente sopra ogni aspettativa. Le porte delle case sono state tutte aperte e le strade in ogni ora tutte piene di gente di ogni tipologia dalla classica stangona del nord che tutti i ragazzini cercano di corteggiare allo sfigato che non vorresti mai come vicino di casa. La maggior parte rappresenta il figlio o il nipote emigrato che da anni si è costruito una vita fuori e in estate si rifugia nel paese alla ricerca delle sue origini e del fresco. Fresco già quello che quest’anno è sicuramente mancato, estati così calde se ne ricordano davvero poche. Deve essere stato il caldo o le notti insonni ad aver spesso mandato in tilt le persone. Come si può venire in vacanza e mantenere i ritmi milanesi. Purtroppo comprare beni necessari come il latte e il pane, fare la fila dal parrucchiere o semplicemente parcheggiare un auto è stato quasi impossibile, tutti sembravano in coda per accaparrarsi il capo firmato in un negozio di grief  il primo giorno di saldi!!! Armati di pazienza gli abitanti di Sant’Agata aspettano in coda, buon viso a cattivo gioco, educazione, scambio di battute, informazioni, chiacchiera per graziarti il turista e in un attimo il sorpasso, uno stronzo ti passa avanti. La pazienza viene messa a dura prova, guardi il commerciante facendogli capire che toccava a te. Ma anche lui è esaurito ha quasi raggiunto l’off limit perché da giorni combatte con persone diverse sostenendo le loro esigenze       ” chi la vuole cotta e chi la vuole cruda”. Morale della favola ogni santagatese non vede l’ora che arrivi gente che dia quel non so che di entusiasmo e vitalità alla monotonia del paese, ma a settembre quasi tutti tirano quel sospiro di sollievo e anche se con malinconia di una estate ormai al termine esclama,  meno male  che se ne sono andati! Questo è un rito che si ripete ogni anno ma il turismo è così c’è chi ci guadagna e chi ci rimette la salute ma a tutti e a chi più e chi meno non resta altro che incassare il colpo e aspettare che ritornino, ma Natale è vicino  e quando meno te l’aspetti ritornano grazie a Dio! 
Resoconto estate 
Le feste sono finite la gente è stata tanta ogni cantante ha avuto la sua numerosa platea.
Cos’è mancato? Quali secondo voi sono le cose che bisogna migliorare? Devo dire che negli anni ci sono stati molti miglioramenti nella macchina organizzativa per quando riguarda i parcheggi come l’utilizzo del campo sportivo con servizio navetta, il rinforzo di manodopera per la pulizia delle strade e la raccolta della nettezza urbana effettuata due volte al giorno. L’acqua erogata fino alle dieci, problema purtroppo irrisolvibile per l’enorme consumo che si raggiunge nei nostri paesi rispetto al resto dell’anno. Ma sicuramente due cisterne piene di acqua ad uso pubblico sicuramente avrebbero agevolato gli imprevisti, come anche il fatto di comunicare tramite manifesti pubblici l’orario di interruzione dell’acqua avrebbe limitato i malcontenti dei turisti.
Un’altra mancanza secondo me necessaria al corretto funzionamento delle manifestazioni che può alleggerire di molto le fatiche dei pochi che si sono prodigati in maniera lodevole perché tutto filasse liscio è la protezione civile. Persone del posto dunque, che in qualche modo indossando anche un semplice gilet colorato tra la gente diano sicurezza, indicazione sui parcheggi,  indicare una guardia medica, assicurare la viabilità. Un bel corso di formazione su piani di evacuazione, primo soccorso garantirebbero la soluzione di non pochi problemi. La collocazione di Sant’agata nel territorio è sicuramente un aspetto che la caratterizza, ma se mal gestito potrebbe diventare una bella gabbia per topi. Non dico che questo non sia stato fatto, liberare la viabilità nel giro di un’ora dalla fine del concerto di Nek non è stato sicuramente un punto a sfavore, ma se fosse successo qualcosa nel paese si sarebbe verificato lo stesso successo?  Non per tirarsi i piedi ma la vita ci insegna che ci sono tanti imprevisti al quale noi dobbiamo in qualche modo prevedere. La partecipazione attiva e guidata della popolazione sicuramente ne sarebbe un conforto per lo meno nel segno di civiltà che in questo modo si formalizza. Avete notato che tra i paesi limitrofi siamo gli unici a non averne un’associazione di protezione civile?  Un segno o una premonizione.

 

 

 

 

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