Artemisium News
22/09/2009
NON C'E' SOLO BISOGNO DI CRESCERE, ANCHE DI AGIRE
di Rina Di Giorgio Cavaliere

Qualcuno potrà stupirsi che si parli del II secolo a.C. come di un periodo di crisi, poiché avremmo potuto definirlo l’età del benessere del mondo romano per la fase di crescita in ogni settore, nell’espansione territoriale, nella ricchezza, nella vita privata e pubblica, nell’arte e nella scienza. Tutto è un progredire di conquiste e di prosperità, eppure in tutto ciò non ci sono solamente i segni positivi, ma si avvertono esplicitamente i sintomi di una crisi del mondo romano. Tramontano gli ideali della libertà e della pace, che avevano caratterizzato la crescita dello stato nei primi secoli.  Comprendere le svolte storiche, le mutazioni delle età, non è impresa facile, ma è questa una delle tante occasioni per far riflettere gli alunni su una realtà, che non è lontana dai nostri tempi. Serve a far loro capire che non sempre il benessere economico è tutto e che lo splendore dell’apparenza non è sempre un segno di progresso.
       Spesso ciò che appare copre una realtà molto diversa, che è solo superficialmente ammantata di splendore; rilassatezza dei costumi, disparità economiche, lotte sociali, terrorismo danno una visione globale di sconforto, non di grandezza. L’insegnamento è vuoto, è solo di parole, se non ha un suo fine formativo specifico, cioè se non insegna veramente i valori di fondo di una civiltà che non dovrebbe essere esclusivamente legata alla logica del profitto. L’economia e il profitto dovrebbero procedere di pari passo con il rispetto per la natura e per tutte le sue creature, compreso l’uomo, in una sorta di nuova alleanza.
       Abbiamo ricordato anche in quest’anniversario i fatti dell’11 settembre 2001 e commemorato le sue vittime, poi i nostri soldati caduti per difendere la libertà! Come vivono i ragazzi tali avvenimenti? La responsabilità di fronte agli altri, la volontà di schierarsi con chi vuole il cambiamento; la scelta ideale di quanti combattono per la giustizia, per l’uguaglianza, per la libertà. Sono queste le idee centrali, cui gli studenti dovrebbero giungere nell’apprendimento, attraverso un processo concreto, semplice, collegato con il lavoro portato avanti dalle altre discipline. Il pericolo resta quello di avere acquisito gli strumenti di giudizio, senza riuscire ad avere quelli operativi. E’ un pericolo da evitare sempre, ma in modo particolare in questa età, quando prende consistenza il fenomeno dissociativo fra idee e azioni, fra fede e vita, con quegli effetti disastrosi che tutti conosciamo. 
       A nessuno sfugge che i nostri giovani giornalmente ricevono spinte emotive forti, in particolare sollecitati dagli avvenimenti che le immagini dei media introducono a portata di mano fin dentro le loro case. Tali stimoli, spesso, non sono sostenuti da una fondata razionalizzazione dei fatti. Siamo tutti coinvolti e ognuno ha il suo ruolo specifico. Questo discorso di tipo culturale e scolastico va necessariamente tradotto, poi, dalla loro realtà psicologica e sociale, attraverso il confronto e il dialogo anche nell’ambiente familiare e sociale. 
di Rina Di Giorgio Cavaliere

 

 

 

 

 

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