Artemisium News
08/08/2009
SAN GIOVANNI LEONARDI: RIFORMATORE E MISSIONARIO DEI TEMPI BUI
Ieri sera nella Chiesa delle Grazie il convegno sul Santo di Lucca, le cui spoglie sono in visita a Sant'Agata di Puglia
di Samantha Berardino

Era il 2 maggio 1596 quando Giovanni Leonardi arrivò a Sant’Agata di Puglia per volere di Papa Clemente VIII, intenzionato, in seguito al Concilio di Trento, a riportare l’ordine nei monasteri benedettini, sopprimendo quelli con pochi monaci o con rendite particolarmente esigue.
Di questo e di molto altro si è parlato ieri sera nella Chiesa della Madonna delle Grazie, un tempo sede del Monastero dei Verginiani che ospitò San Giovanni Leonardi, durante il convegno dedicato all’approfondimento storico e culturale intorno alla vita del Santo e alla situazione santagatese del tempo.
Le interessanti e coinvolgenti relazioni di Francesco Petrillo, Padre generale dell’Ordine della Madre di Dio, Padre Riccardo Guariglia del Monastero di Montevergine e la nostra conterranea Dora Donofrio Del Vecchio, presidente del Centro Ricerche di Storia Religiosa in Puglia. 
Al convegno, moderato dal presidente del Comitato Incoronata Rocco Maruotti, hanno preso parte anche il parroco Don Sante Dota, il sindaco di Sant’Agata Lorenzo Russo, Padre Davide Carbonaro, che accompagna le spoglie del Santo insieme a Padre Francesco, e il santagatese Padre Paolo Fredella, nostro concittadino che ha seguito le orme vocazionali del Leonardi. 
La nutrita partecipazione di pubblico ha reso giustizia ad un momento fondamentale della nostra storia locale, non solo religiosa ma civile e sociale. 
Innanzitutto è stata scoperta una lapide commemorativa che celebra la visita in vita di San Giovanni nel nostro paese come commissario apostolico e il suo ritorno post mortem.
Come ha sottolineato Lorenzo Russo: “L’amministrazione comunale lavora in collaborazione con le autorità ecclesiastiche ed è oltretutto impegnata nel consolidamento del versante della Chiesa di San Nicola e nell’eliminazione della sopraelevazione del campanile di Sant’Angelo per mettere in sicurezza la zona”. 
Un video e le parole sapienti di Padre Francesco Petrillo hanno ampiamente illustrato la vita, la spiritualità e il carisma del Santo, sottolineando i capisaldi della sua azione apostolica: riforma e missione. “Contro lo svuotamento del Cristianesimo San Giovanni Leonardi, che era uno speziale e quindi un uomo di scienza, cercava rimedi per il corpo ammalato della Chiesa. – ha detto Padre Francesco - Il suo miracolo è la sua lezione di vita: cambiare ciò che tutti denunciavano a quei tempi”.
Padre Riccardo invece si è soffermato sulla presenza dei benedettini nell’Italia meridionale proponendo una relazione storica precisa e citando l’esistenza dei Verginiani a Sant’Agata nelle chiese di Santa Maria delle Grazie, di Santa Maria d’Olivola e di San Pietro Ursitano. 
Infine Dora Donofrio ha spiegato come i Verginiani siano stati presenti a Sant’Agata per bene sette secoli. D’altronde, ha detto la studiosa: “La realtà dei Benedettini in Puglia era favorita dai Normanni per contrastare i Bizantini e gli abati erano dei veri e propri feudatari che godevano di molte prerogative”. I nostri Monasteri erano molto ricchi nonostante le visite apostoliche li avessero trovati angusti, deficitari e abbandonati dai monaci che godevano i piaceri terreni molto più di quelli dello spirito. Ma si trattava di un momento storico critico per il Regno di Napoli e assai difficile per la Chiesa in seguito alla Riforma protestante che raggiunse molti seguaci anche nel nostro territorio. 
E proprio nel momento in cui armi, affari e gioco infangavano il clero, quando Sant’Agata contava 2500 abitanti e tre parrocchie, Giovanni Leonardi giunse in queste terre, “dove il vento della Riforma soffiava molto forte”, come ha spiegato Dora Donofrio e provò a ristabilire l’ortodossia cattolica, accogliendo le insistenze del popolo e del governo locale, impegnatisi a tornare sulla retta via e rendendo il Monastero di Sant’Agata un centro culturale e religioso di notevole fioritura economica, sociale e spirituale. Anziché essere soppresso, come San Pietro Ursitano, Santa Maria d’Olivola e moltissimi altri, il Monastero dei Verginiani di Santa Maria delle Grazie in quattro anni fu ricostruito radunando i monaci rimasti senza sede. 
Con una rendita di 1000 ducati l’anno, grazie allo sbocciare di studi e vocazioni e diventò esempio concreto del messaggio di riforma e missione apostolica di San Giovanni Leonardi.
Le spoglie del Santo ripartiranno, come da programma, domattina alle 10.

 

 

 


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