Con l’arrivo di agosto sono giunte a Sant’Agata anche le attese reliquie di San Giovanni Leonardi, il Riformatore dei Verginiani che portò lustro al Monastero benedettino santagatese e che ebbe un ruolo fondamentale anche in seguito alle indicazioni del Concilio di Trento.
Come annunciato da Don Sante Dota, il corpo del Santo di Lucca, sepolto nella Capitale, è conservato all’interno di una teca di cristallo che ne contiene l’intera salma, separata dai fedeli solo da una vetrina trasparente.
Alle 18 di sabato scorso i santagatesi hanno accolto festanti al Perillo l’arrivo dell’urna e, accompagnati dal Concerto bandistico Città di Sant’Agata di Puglia, si sono recati prima in Piazza XX Settembre e poi nella Chiesa Matrice di San Nicola, dove ha avuto luogo la Messa Solenne celebrata dal Vicario generale Monsignor Filippo Tardio.
Prima di raggiungere la Chiesa, in Piazza il sindaco Lorenzo Russo, in una delle sue prime uscite ufficiali, ha omaggiato il corpo del Santo con un dono floreale, esprimendo parole di commozione per questa presenza di alto valore spirituale e culturale e di speranza perché questo evento possa benedire il cammino della nostra comunità.
Le spoglie mortali di San Giovanni Leonardi ripercorrono i luoghi delle sue peregrinazioni terrene in occasione dell’anno leonardino, che celebra il quarto centenario dalla morte. Sono scortate dal Padre generale dell'Ordine Francesco Petrillo e da Padre Riccardo Guariglia, la cui presenza a Sant’Agata rappresenta una vera missione di conversione e preghiera e un momento di arricchimento spirituale e religioso.
Ma questo evento speciale ha richiamato in paese anche Padre Paolo Fredella, santagatese da molti anni residente a Roma e appartenente proprio all’Ordine dei Chierici Regolari della Madre di Dio, fondato da San Giovanni Leonardi.
Domenica, alla celebrazione eucaristica mattutina nella Chiesa di San Nicola ha partecipato anche il farmacista del paese Giuseppe Del Vento, dal momento che San Giovanni Leonardi nel 2006 è stato dichiarato anche patrono di coloro che esercitano questa professione, avendolo fatto egli stesso durante la sua vita.
Ieri invece ha aperto le porte ai fedeli la Cappella di Maria SS. dell’Arco, nei pressi del Cimitero comunale, per una Messa dedicata ai defunti. La Chiesa fu eretta proprio nel Seicento per volere di una pia donna della famiglia Lasalvia, in seguito alla diffusione del culto della Madonna dell’Arco da parte di San Giovanni Leonardi, che aveva seguito le vicende dell’omonima chiesetta nei pressi di Napoli, a quel tempo oggetto di liti e controversie. La Chiesa, molto suggestiva ma purtroppo quasi sempre chiusa, nel tempo ha subito diversi restauri: nell’Ottocento a cura della gioventù artigiana santagatese e nel 1932. Riconsegnata alla comunità, sembra però soffrire i danni dell’incuria e del tempo mostrando, tra l’altro, evidenti lesioni sulle volte.
Oltre a contenere una incantevole statua della Madonna dell’Arco, conserva le foto dei caduti santagatesi nelle guerre mondiali e due sculture dedicate a San Pasquale e a San Carlo, probabilmente provenienti dall’antico Convento di San Carlo, ormai distrutto per lasciare spazio all’attuale Campo Sportivo.
Questa mattina la Messa sarà celebrata nella Chiesa della Madonna delle Grazie, antica sede del Monastero dei Verginiani, mentre domani Padre Francesco e da Padre Riccardo incontreranno i fanciulli del catechismo e poi, alle 21.30, i giovani.