Molto volentieri scrivo due parole per chi mi fa osservare che “non si può piacere a tutti”.
Qualche mio simpatico interlocutore ogni tanto scopre l’acqua calda. E’ chiaro che non esiste al mondo un direttore di giornale che piaccia a tutti i lettori del giornale che egli dirige.
Quando Indro Montanelli ha lasciato il Corriere della Sera per fondare un altro giornale - che ebbe vita brevissima – non tutti i suoi lettori lo seguirono e pochi apprezzarono fino in fondo la sua scelta . Ho citato Montanelli perché è stato un grande giornalista e che comunque era amato e odiato.
Quando si accetta la direzione di un giornale bisogna mettere in previsione tutto ciò e anzi per me sarebbe monotono e noioso dirigere un giornale senza mettere un po’ di pepe e quindi senza creare un po’ di dibattito e forse anche un po’ di polemica con i lettori.
Non amo la polemica, ma neanche sopporto che mi si venga a dire cosa debba o no scrivere nel nostro giornale. Chi vuole può fare a meno di leggere i miei pochi interventi perché è impossibile fare un giornale che piaccia indistintamente a tutti.
Anche perché esso è rivolto a tutti i santagatesi sparsi nel mondo. I confini del mondo non sono il Castello,
I santagatesi che vivono a Milano possono essere interessati a conoscere la giornata di orientamento Organizzata dall’Università Cattolica di Milano a beneficio dei loro figli.
Una famiglia di santagatesi ovunque residente potrebbe essere interessata a sapere che in una data città si può curare il figlio affetto da una malattia rara. Io non dovrei dare queste informazioni perché ad un santagatese non piacciono le notizie ansiogene??
Allora per andare bene a Sant’Agata ci vorrebbe: un sindaco per ogni persona; un giornale per ogni persona; un portacenere per ogni persona; un cestino attaccato alla mano di ogni bambinomaleducato che imbratta le strade con gli involucri dei cornetti che mangia.
Il nostro sito – a differenza di altri siti - dà voce a tutti e senza censure. L’unica cosa che pretendiamo è la correttezza e mi sembra il minimo.
Il direttore ha da dire da ridire??
Se stesse zitto sicuramente qualcuno - e a ragione - direbbe:”Ma questo giornale ha o non un direttore?”.
Io preferisco dire, ridire, discutere, salutare, sollecitare interventi, creare un minimo di senso civico piuttosto che fare il direttore prestanome per un giornale che è al servizio di tutti grazie all’impegno di Nardino Capano e di tutti i suoi preziosi collaboratori disinteressati.