Artemisium News
04/07/2009
DIRITTI UMANI : QUALE FUTURO ?
di Rina Di Giorgio Cavaliere

Articolo tratto da www.stampasud.it
I giornali e le riviste, le inchieste televisive, ma soprattutto i colorati e imprevedibili blog del variegato universo multimediale, attirano la curiosità dei giovani su una quantità di fatti sociali e culturali, di cui spesso la scuola tarda a prendere atto, senza curarsi di inserirli definitivamente nei programmi come dati acquisiti di una società nuova, mentre i media li sfruttano purtroppo a scopo sensazionale o propagandistico. Basti citare come esempio il problema della fame nel mondo, connesso strettamente a quello demografico, del sottosviluppo, dell’emigrazione. Infatti, il primo, come i seguenti, pur coinvolgendo numerosissimi paesi non è localizzabile con precisione e, pertanto, spesso rimane solo un problema che ci coinvolge sentimentalmente e nel tempo della percezione della notizia.
          L’esplosione scolastica degli ultimi cinquant’anni (peraltro verificatasi in tutti gli stati del mondo, sia pure con notevoli variazioni) ha determinato certamente una buona avanzata culturale, ma in quali limiti è riuscita ad essere una crescita sociologica, un approfondimento della preparazione, un’intesa più cordiale tra conviventi, tra conterranei di quella grande terra che si chiama mondo? Più di due miliardi di uomini soffrono la fame, il flusso migratorio, suo tipico esempio, è forse il più drammatico di una situazione veramente preoccupante, estendibile alle aree catalogabili nel cosiddetto terzo mondo, vale a dire in quei paesi ove madornale è lo sfasamento fra crescita demografica e incremento della produzione. A ciò si aggiungono i conflitti interni politici e le lotte sociali. E’ difficile riferire percentuali definitive, anche per le difficoltà nel reperire dati attendibili, poiché la grande estensione di questi paesi, la mobilità dei gruppi etnici, l’urbanizzazione, i censimenti non troppo frequenti, non permettono sempre di stabilire statistiche accettabili.
         Alla VII Sessione del Consiglio, organo sussidiario dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite realizzatasi nel marzo 2008, erano presenti i 47 Paesi membri, i Paesi osservatori, gli organismi internazionali e la società civile, rappresentata dalle ONG con statuto consultivo presso l’ONU. Davvero un osservatorio sul mondo, che dovrebbe diventare sempre più operativo, attraverso strategie mirate, nei vari contesti geografici. Oggi tale compito assume una priorità indiscutibile di fronte ad una società che vede un mondo travolto dalla violenza, dove si moltiplicano le sofferenze di coloro che “hanno fame e paura”. Aumentano i profughi, i ragazzi di strada e le gang, i ragazzi soldato, i ragazzi nessuno, i carcerati, gli ammalati, i rifugiati e gli orfani.
        Sarebbe opportuno che a tale proposito, i nostri ragazzi conoscano i dati del problema, aprano gli occhi su alcune di queste verità scomode; spalancare una grande finestra, che si prospetti come mezzo per sensibilizzare e agire in difesa dei diritti umani! 
di Rina Di Giorgio Cavaliere

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