La rapina all’Ufficio Postale di Sant’Agata deve avere fruttato un bel gruzzoletto a chi ne ha architettato l’esecuzione e la scelta.
La malavita non conosce confini e quindi prima o poi anche i centri minori sono presi d’assalto.
In questi giorni avevamo letto qualcosa di simile per Deliceto e quasi un resentimento ci aveva colto.
A buoi scappati è facile invocare una sicurezza più organizzata e rafforzata, I carabinieri sono stati attirati in un tranello ben organizzato e non hanno responsabilità. Il colpo è stato organizzato ed eseguito da professionisti e con queste modalità ne avvengono anche in grandi centri dove non mancano vigilantes, polizia, carabinieri, esercito,marina e aeronautica.
A nostro parere per evitare altre esperienze del genere occorre dare alla Posta di Sant’Agata una sistemazione più spaziosa e razionale, ma soprattutto è urgente fare opera di persuasione per tutti i pensionati affinché finisca una volta per sempre l’abitudine di andare a prendere il contante in posta, portarlo a casa e il giorno seguente tornare in posta per depositarlo nei libretti postali che a Sant’Agata sono più numerosi che in tutta Italia.
Capisco che ad una certa età sia difficile perdere vecchie abitudini e comprendo anche che per molti nonni i giorni della pensione coincidano anche con i giorni per i regali per figli e nipoti, ma il pericolo che si corre è troppo grande. A volte questi colpi li mettono a segno dei dilettanti che fanno del male anche ai presenti quindi: basta con il contante.
E’ facile e semplice chiedere che la pensione venga accreditata su un conto o su un libretto.
Anche l’amministrazione civica potrebbe sensibilizzare la popolazione in mille modi e potrebbe facilitare le operazioni di richiesta di accreditamento mettendo a disposizione dei locali più accoglienti e capienti. Anche questa è sicurezza e qualità della vita,
Carmine Granato